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giovedì 9 settembre 2010

L'ennesima porcata...

... e non dite che non ve lo avevo detto!

Prima però un piccolo dolore da comunicare, è un vero peccato che come primo post di rientro io sia costretto a scrivere di queste cose qui.

Insomma ne ho parlato diffusamente e adesso l'ennesima conferma che è fin troppo facile fare i campioni e "atteggiarsi" a professionisti della vela con barche truccate.

Per quanto mi riguarda è veramente una vergognosa figura quella che abbiamo fatto come federazione, come circoli e come sportivi, ad un campionato mondiale.

La notizia è purtroppo riportata solo qui e la cosa risulta ancora più grave, diciamo che un certo potere e una certa ascendenza è esercitata, come sempre, dai "furbetti del circolino" di tutta Italia ai quali va il mio sentito e più profondo "Bupna Regata"!


giovedì 1 luglio 2010

Vele d'Epoca Napoli 2010.

Ed ecco alcune immagini dell'evento.
Sono foto scattate a bordo del Mait II dalla nostra amica Scilla.



lunedì 28 giugno 2010

Vele d'Epoca Napoli 2010. Capitolo secondo

Come vi dicevo andiamo avanti col resoconto.
Prima di tutto mi piace sottolineare che NOI gente di Mare siamo corretti, rispettosi delle regole, ma soprattutto siamo uomini liberi.
Vuol dire che non dobbiamo sottostare a logiche che contravvengono alle regole dello sport e dell'educazione.

Prima di proseguire devo fare una piccola precisazione su ciò che indirettamente ho imparato: il mal di denti è un dolore inficiante che non ha consentito al nostro gruppo di essere al completo, chi è mancata per questo motivo, sa e ha avuto dimostrazione, che era con noi comunque, anche se avrei preferito che ci fosse stata personalmente.

Andiamo avanti.
Giusto per ricollegarmi all'ultima immagine postata più sotto, non potrò essere troppo esplicito, ma chi vorrà capire capirà.
Abbiamo imparato che:
chi deve far rispettare le regole non sempre lo farà, che le regole stesse vengono applicate casualmente, che il grande comico, passato alla storia per ironia e raffinatezza non è ben rappresentato, perchè non vi è stata traccia nè di ironia nè di raffinatezza, che la sacralità dello sport è una visione troppo esclusiva e nobile e appartiene solo a noi (metta una X chi si riconosce in questo noi), che anche i timonieri possono diventare ottimi prodieri, che sulle barche d'epoca si perde la voce per via delle distanze e dei rumori dei winch, che nella vita c'è bisogno di "prontezza di riflessi" per evitare il male peggiore, che chi ci dovrebbe proteggere e rispettare alla fine è sempre in vacanza e dimentica il suo ruolo, che fortunatamente le questioni le possiamo risolvere in mare, che ad essere dei galantuomini potrebbe non pagare, ma noi ci ostiniamo ad esserlo, che la nostra passione per questo sport ci porterà ad accettare le più ignobili delle ingiustizie, noi saremo sempre lì, sui campi di regata, con lo spirito di sempre, che bisogna non fidarsi di "colui che reca omaggio" e forse nemmeno di "quello molto basso" (e che vuol dire? mha!), tanto la frittata la rivolterà ad uso e consumo di altri e voi rimarrete a bocca asciutta, che gli avvocati dovrebbero fare gli avvocati e non i poeti, che i prodieri di Straulino sono miliardi, che chi possiede un "classe metrica" sa contare fino a nove, che un terzo posto conquistato onestamente vale più di qualunque primato ottenuto con l'arroganza, che meno male che il nostro tattico è un possidente terriero e ci ha ospitati per bere dell'ottimo vino e passare un paio d'ore tra (lo so mi ripeto) amici veri e qualche intruso che va per erbette..., che alla fine di tutto, a cena, inaspettatamente abbiamo mangiato benissimo e siamo riusciti a fare grandi progetti per il futuro.

Ma soprattutto, abbiamo imparato che stringersi la mano guardandosi negli occhi vale più di qualunque contratto scritto,
se è tra vera gente di mare.

E qui concludo, il resto, se vi va, aggiungetelo voi.

Come sempre dedico questo post a chi con me ha condiviso questi giorni di Mare Vento e Sole.


Vele d'Epoca Napoli 2010. Resoconto dal MAIT II

Come riassumere in poche righe questi magnifici quattro giorni di Mare, Vento, Sole e Amicizia?
E' quasi impossibile, così ho pensato di stigmatizzare il tutto e andrò avanti per sezioni, o capitoli, o ancora per... boe di percorso.

Cominciamo con la Barca:



Il Mait II è, a detta dello stesso Olin Stephens che con Sparkman lo ha disegnato, uno dei suoi migliori progetti, un blasonato racer oceanico, uno Yawl Bermudiano per la precisione, costruito nel 1956 dai Cantieri Baglietto di Varazze e varato nel 1957. Non aggiungo altro qui, dedicherò un post a parte.

Gli Uomini e le Donne:

Marco l'armatore, è il "ragazzo irresistibile" nel senso più teatrale (Neil Simon) del termine.
Miguel, il comandante è IL MARINAIO, esattamente come lo avrebbe pensato Hamingway, e magari come lo avrebbe disegnato Pratt. Non devo aggiungere altro credo.
Alex, il suo secondo, da soli due mesi alle prese con questa magnifica opera di carpenteria navale, proveniente da navigazioni oceaniche a motore, è il bambino che entusiasticamente scopre la vita di mare e le sensazioni che solo una barca d'epoca possono dare. E' attento, umile, con prontezza e attenzione a tutto ciò che può far suo, si è conquistato fiducia e simpatia.
Donatella, attenta a tutte le esigenze dell'equipaggio è la sorella maggiore di ognuno di noi.
Fabio, Bonario uomo di bordo assolutamente disponibile a qualunque richiesta e manovra, calmo e sorridente è elemento imprescindibile del Mait.
Jaques, spero si scriva così, Svizzero di lago, ebanista di professione, grinder per vocazione e muscolatura, assolutamente indispensabile e sorprendentemente simpatico, in mare come a terra.

I membri autoctoni:

Non mi dilungherò invece sull'equipaggio che noi Napoletani abbiamo portato a bordo, eravamo gli amici di sempre con qualche aggiunta che sicuramente arricchirà il nostro futuro. E tanto basta.
Concludo qui per ora, perchè oggi si lavora, ma nel corso dei giorni a seguire continuerò nel racconto, e per lasciarvi un minimo di interesse vi saluto con un'immagine...
Siate pazienti e ne leggerete delle belle... per ora chi sa già immagina.



mercoledì 23 giugno 2010

giugno 2010: meno male che ci sono le vele d'epoca a Napoli

serata futuribile a Napoli
Tra cose futuribili (mha?) e mancanze di rispetto e atteggiamenti ipocriti, a volte un colpo di telefono potrebbe bastare, da oggi cominciano le regate delle barche d'epoca a Napoli. E' un evento del quale ho già parlato altrove su questo blog, io ci sarò, con gli AMICI di sempre. Il Mare, si sa, è democratico, non mente, non è mai qualcosa di diverso da quello che sembra.
E chi come me, lo conosce e lo vive, lo rispetta e lo ammira.

Solo così il Mare vi tratterà bene, solo così vi permetterà di vivere, attraverso di lui, con lui, esperienze che la gente di mare conosce bene.

Non basta possedere un plasticone galleggiante per essere uomini (e donne) di mare, ci vuole rispetto, serietà, verità.
Doti a quanto pare sempre più rare. Comunque, in città c'è spazio per tutti, purtroppo...

Come sempre dedico questo post a chi con me condividerà questi giorni di Mare, Sole e Vento.

Carlo Olivari a bordo del Mait II
Serata Futuribile Napoli 25 giugno 2010 un evento da (non) perdere... la pazienza

lunedì 31 maggio 2010

Di ritorno da Punta Ala


Di ritorno dalla seconda tappa del circuito Platù 25 2010.
Punta Ala è sempre un campo di regata magnifico. Direi perfetto per vento, difficoltà, correnti, scenario, organizzazione.

Sette regate, di non sempre facile interpretazione. Equipaggio divertente e affiatato nonostante due di loro li abbia conosciuti la sera prima.

Naturalmente a tutti, ma in primis all'armatore, va il mio grazie per aver condiviso con me questi tre giorni di vento sole e mare.

E ora passiamo alle note dolenti che esplicherò con un consiglio, non fidatevi dei professionisti e dei falsi professionisti nè di quelli che si dimostrano amiconi (c'è sempre qualcosa dietro), contate solo su voi stessi e sui veri amici, se per caso contate su qualcuno che vi dia un passaggio a casa, state tranquilli, vi lascerà a piedi. A me è successo ed ora questi due dementi hanno un nemico in più:

ME!
e chi mi conosce sa che non devo aggiungere altro.

lunedì 17 maggio 2010

OK, ora ne posso parlare.


Ho partecipato al campionato Primaverile della Bega (avete letto bene!) Navale a Napoli.
Ho già scritto che le cose non vanno sempre come ci si aspettama se si decide di regatare nei campionati organizzati dalla Bega allora si accettano le Sregole (avete letto di nuovo bene!).

Noi il Campionato lo abbiamo vinto nonostante altri ci avessero provato a portarcelo via, magari spostando letteralmente l'arrivo di una regata lunga verso gli unici arrivati, magari favorendo qualcuno ma mai noi.

Malgrado tutto, abbiamo vinto, ci siamo divertiti, ho riscoperto lo spirito di andar per mare con concentrazione ma mai con troppa serietà, con passione e amicizia.
E se qualcuno si lamenta per non aver potuto scartare due risultati, bhe pazienza, come mai non si lamenta di uno scandaloso arrivo che lo ha visto immeritatamente vincitore? Si sa, questo sport si sta sporcando, e se volete andatevi a leggere qualche altra cosetta scritta in merito su questo blog.

Per il momento un saluto e un grazie a chi con me ha vissuto bei giorni di sole, mare vento e (sic) pioggia.

martedì 27 aprile 2010

E non la vogliono smettere!

Noi il "vizio" di andare per mare a far regate correttamente non ce lo togliamo, e loro non si tolgono quello di perpetrare nelle porcate.

Noi ci ostiniamo a partecipare alle regate del primaverile, pur sapendo che le regole imposte dalla F.I.V. verranno puntualmente tradite dal comitato.

Come si fa a spostare l'arrivo di una regata di media altura, senza vento per giunta, un paio di miglia prima così che si possa premiare il proprio figlio?
Si può, si può.

Come?
La risposta ve la può dare SOLO LUI!
A buon intenditor...

Come sempre dedico questo post a chi con me ha condiviso vento, mare e sole (poco per la verità).


lunedì 28 dicembre 2009

Seminari di Vela



Una cara amica mi ha dato lo spunto per pubblicare qui l'invito agli interessanti seminari di Vela che vedranno protagonisti la crema della vela italiana.

Per conservare la vena polemica che contraddistingue me ed il mio blog aggiungo che sia un peccato che questi interessanti seminari vengano organizzati da un "circolo" per il quale non nutro particolare simpatia.

Ecco l'invito e un breve cenno a cosa ci si deve aspettare:



"Mauro Pelaschier, Tommaso Chieffi, Alessandra Sensini, Paolo Cian e Giovanni
Soldini, sono i big della vela che saranno protagonisti di una serie di
incontri promossi dalla Lega Navale di Napoli dal prossimo 9 gennaio fino al 14
marzo, con cadenza quindicinale, nell' Aula magna dell' Università Parthenope.

Nell' intento di fare opera di propaganda, per così dire sul campo,
creando un contatto ravvicinato tra alcuni dei più celebrati campioni del
nostro sport ed i praticanti della vela agonistica o soltanto i semplici
appassionati, la Lega Navale promuove una serie di incontri che serviranno a
conoscere meglio questi campioni e che avranno un valore didattico rilevante e
nel corso dei quali il pubblico potrà rivolgere direttamenete domande a
Pelaschier, Chieffi, Sensini, Cian e Soldini.

Nel raccontare le loro esperienze, Mauro Pelaschier farà la storia degli
ultimi 50 anni della vela e della sua evoluzione, dai tempi del puro
dilettantismo a quelli del professionismo di oggi, mentre Tommaso Chieffi
centrerà il suo intervento sul ruolo del tattico nella vela moderna, mentre
Paolo Cian ci racconterà come con il metodo e la costanza nessun traguardo è
impossibile. Giovanni Soldini ci dirà in particolare della sfida italiana nella
Volvo Cup, il giro del mondo in equipaggio, mentre Alessandra Sensini, la donna
più famosa della vela italiana, raccontera’ come con impegno e sacrificio è
possibile raggiungere il successo in ogni campo. Senza dimenticare, per tutti
questi campioni, impegni passati ed attuali in Coppa America. Il primo
appuntamento,allora, è per il 9 gennaio prossimo. Sono invitati tutti i velisti
( o aspiranti tali)."

lunedì 16 novembre 2009

Il mio regno per un cavatappi!

Era da un po' che non scrivevo nulla circa la vela e le regate.

Non succedeva niente degno di essere raccontato, poi, ieri, in occasione della seconda regata del 39esimo Campionato Invernale del Golfo di Napoli si è verificato l'accadimento che mi permette di aggiungere un altro racconto a Sono Stato Prodiere di Straulino.


Dunque, giornata meravigliosa, soleggiata, leggera brezza a 6/7 nodi, mare piatto, clima a bordo amichevole e competitivo.


Mentre ci avviciniamo al campo di regata controllando le attrezzature e gli strumenti (e qui dovremmo aprire una parentesi a parte sul tattico e i biiip biiip) il log smette di funzionare. Ai profani spiego che il log è uno strumento che misura la velocità della barca e consiste in un'elichetta posta sotto la carena attraverso un foro opportunamente stagno che però sbuca sul fondo della cabina di prua. In poche parole, se si smonta l'elichetta e non si ha un tappo a portata di mano, l'acqua di mare entra con una certa veemenza in cabina.


Dicevo, il log smette di funzionare. Cosa fare? Semplice, si manda un uomo sottocoperta a smontare l'elichetta e a controllarne il funzionamento.


Il personaggio scende, si procura il tappo che, non esistendo l'originale è stato sostituito da un più prosaico oggetto troncoconico in legno, e comincia l'operazione.


Svita il passascafo e immediatamente vede entrare più acqua del previsto, inserisce il tappo ma è troppo piccolo, col risultato che l'acqua continua ad entrare ed il tappo in questione non è più sfilabile a mano per essere sostituito con uno più consono.


L'uomo si affanna, prova con le unghie, ma sono troppo corte, allora estrae il Leatherman e si accorge dell'inutilità assoluta di uno strumento da calzolaio che viene ostinatamente usato dai velisti.


Sente dall'esterno richieste circa lo stato del log, ma lui è preso a tappare la falla, è troppo impegnato a non mettere in pericolo barca ed equipaggio, è in quel momento, che dall'interno della cabina di prua giunge la richiesta di aiuto.


In pozzetto, quella richiesta d'aiuto si manifesta in un unico straziante urlo" UN CAVATAPPI, PRESTO PORTATEMI UN CAVATAPPI !!!!!!!!!!!"


L'equipaggio si affanna a cercare un così strano strumento mentre manda qualcuno ad aiutare il poveretto a testa in giù, nella cabina di prua. Questi, accorgendosi che non era la persona più idonea (non me ne voglia), grida ancora "UN CAVATAPPI, O DUE COLTELLI E SOPRATTUTTO UN UOMOOOOOO!"


Insomma, momenti di drammatico pericolo, finalmente scende in aiuto qualcuno che si accorge che c'era stato un errore, i due pongono rimedio, sistemano il log e, finalmente, l'uomo esce dalla cabina e riguadagna la sua posizione in pozzetto.


Quell'uomo ero io.


Ora immaginate di essere a bordo e non sapete niente di quello che sta succedendo. Siete solo a conoscenza che c'è qualcuno che è andato a sistemare l'elichetta del log. A un certo punto sentite urlare richieste di cavatappi, di coltelli e... soprattutto di un uomo.


Traetene voi le conseguenze.


So che porterò addosso questa storia per molto tempo.

giovedì 1 ottobre 2009

C'era d'aspettarselo

Ed io me l'aspettavo.
In questo clima di decadenza economica e culturale nel campo della vela napoletana è arrivata l'ennesima delusione.

O meglio, l'ennesima conferma che le cose non vanno bene, niente sponsor, niente soldi, niente vele, niente regate dunque.

Niente di niente, aspettavamo il Grande Oceano non senza qualche dubbio, poi è arrivata la conferma che il Grande Oceano è già una pozzanghera lercia, ma si sa, forse si può campare senza denaro, ma non senza cultura.

Dedicato a coloro i quali disputeranno, in un modo o nell'altro, l'Invernale a Napoli.

lunedì 14 settembre 2009

Magnifico week end

Se F.d.G. vi invita per un week end in barca, sul suo motorsailer di 1000 piedi, voi dovete accettare.
Dico dovete perchè, come nella migliore delle tradizioni della famiglia d.G., sarete accolti con ospitalità eccezionale, su un'imbarcazione di rara comodità, e F. vi darà il benvenuto con la sua mitica Torta Caprese di cui ho già parlato qui.
Non solo, bisogna fare rotta per la dolce Ventotene ed ormeggiare nel Porto Romano.


E' qui che F.d.G., pur avendomi chiesto di cucinare, ci illustra la sua cambusa, piena di ogni bendidio, tanto che quell'invito ad occuparmi della cucina si trasforma in un desiderio e non in una necessità.

In questi tre giorni ho preparato solo un cous cous di carne e verdure che pare abbia fatto riconciliare con la pietanza stessa due amici che la odiavano.

Invece F.d.G. è stata una perfetta armatrice, a cominciare dal set di lenzuola coordinate che ci ha fatto trovare nella cabina armatoriale per finire con i sostanziosi aperitivi passando attraverso tutta una serie di piccole attenzioni rivolte a noi ospiti.

Siamo stati contenti di aver condiviso questo tempo con F. trovandola in perfetta forma e assolutamente rilassata, tanto che
abbiamo dovuto prendere due pitbull a guardia della persona di F.d.G. per tenere alla larga spasimanti e pretendenti.

Ora mi fermo, non prima di aver nuovamente ringraziato F. per averci dato la possibilità di godere di questo scampolo di estate nell'isola che quest'anno ancora non avevamo toccato e che con le sue romantiche e nostalgiche mongolfiere di Santa Candida ha fatto si che ognuno di noi affidasse al vento ricordi, desideri e sensazioni.



Dedico come sempre questo post a chi con me ha condiviso questi giorni di Sole, Vento e Mare.

Grazie Chicca e alla prossima.



lunedì 31 agosto 2009

Da Hyeres a Marsiglia...

...timonando a turno, lì dove il Golfo del Leone inizia, lì dove il Mistral nasce (e nasce bene, molto bene!)
... passando per i posti tra i più belli, accoglienti e civili che un velista può incontrare nel Mediterraneo.

In attesa che riordini idee ed immagini eccovi un piccolo assaggio.

Abbiamo dormito qui


qui



ed anche qui, ma senza Canadair, per fortuna.






Subito, però, un enorme e pubblico ringraziamento a Massimo C. che ci ha fatto scoprire, col suo spirito di conoscenza e condivisione, questi luoghi magnifici, dimostrandosi, oltre che un grande amico, un "capitano" tanto rigoroso nei suoi confronti quanto ospitale e tollerante coi suoi amici.

lunedì 29 giugno 2009

Vele d'Epoca a Napoli

Anche quest'anno a bordo di queste splendide signore del mare.

Prima su questo Camper & Nicholson, il PATIENCE, non una barca qualsiasi, ma 23 metri F.T. di raffinatezza e legni pregiati.



Poi sul MAIT II, uno Sparkman & Stephens costruito nei cantieri Baglietto, un purosangue da corsa, 19 metri di rude bellezza.

Entrambe le barche hanno partecipato al FASTNET, il MAIT II, in quella occasione aveva come ufficiale di rotta un certo Francis Chichester... e non aggiungo altro.

Che dire, quattro giorni emozionanti vissuti in amicizia, con gli amici di sempre e con qualche amico che vediamo solo in queste occasioni.

Come sempre dedico questo post a chi con me ha condiviso questi giorni di Vento, Mare e Sole.


venerdì 29 maggio 2009

Incontri

Quando si dice il caso.

Oggi guardavo con un certo rammarico, dal belvedere prossimo al mio studio, i mini maxi che giungevano alla boa di Santa Lucia. Ero un po' immerso in questa cosa e ecco che incontro un personaggio col quale,
a bordo di un Este 24 ho fatto qualche regata.



Lui si chiama Riccardo, ha inseguito e realizzato un sogno.

E qui trovate tutta la sua storia.

Vi renderete conto di molte cose circa il "sentire" della gente di Mare.

Perciò, Riccardo, grazie e Buon Vento
!

lunedì 27 aprile 2009

Lezioni di vela





Ho già scritto qui che la vela primaverile e non solo, sta diventando un gioco stupido e sporco.

Di ritorno dall'Isola Verde, eccomi di nuovo qui a scrivere di quanto è accaduto durante il week end.

Innanzitutto i miei complimenti all'equipaggio tutto che ha dimostrato concentrazione e impegno durante le regate. E' vero che regatiamo contro scogli derivanti, ma il rendimento della barca prescinde dagli avversari, insomma, di meglio non potevamo fare.

L'antefatto. La regata scorsa abbiamo forzato un incrocio con una barca che procedeva mura a dritta, resici conto della porcata fatta e avendo notato che non avevamo danneggiato la barca in questione, ci siamo scusati e abbiamo proseguito.
Ma non è finita qui, il nostro tattico, dopo, è salito a bordo dell'imbarcazione per scusarsi personalmente con l'armatore, il quale sorridendo ha accettato le scuse.

Vi direte, ok, è finita così?
Invece no, non contento delle scuse, il nano borbonico, evidentemente stizzito dal fatto che pur partendo 10 minuti prima di noi, inevitabilmente gli incrociamo sulla prua, si è preso la briga, durante la prima regata di questo week end, di fotografare la nostra imbarcazione mentre incrociava una barca con diritto di precedenza, mostrandoci poi la foto in questione accusandoci di essere scorretti.
Ora, premesso che siamo passati molto ma molto agevolmente almeno una lunghezza e mezza avanti, e premesso che l'effetto "schiacciamento" della foto non chiarisce la situazione, il caso non sussiste. E non vorrei che al prossimo incrocio anzichè chiamarci il tradizionale "ACQUA!" non ci dobbiamo aspettare un più simpatico "CHEESE!".

Quindi giusto un paio di cosette, tanto per chiarire.

1) Durante una regata a tutti capita di sbagliare o di subire un torto. Se le scuse non dovessero bastare ricordo a tutti che esiste uno strumento della giustizia velico-sportiva che si chiama Protesta, che può e deve essere fatta secondo le regole prescritte dal Regolamento di Regata.
A nulla servono le rimostranze a terra o i servizi fotografici.
Invito pertanto, tutti, a farsi i fatti propri, a meno che non vangano citati come testimoni in una regolare protesta.

2) E questo va a beneficio di quanti si stanno avvicinando al mondo della vela, e anche dopo 10 anni ancora non hanno capito un beneamato nulla. Chi procede mura a dritta ha la precedenza, sempre. E se vi passa e non vi vira sulle vele per non danneggiarvi lo fa perchè il fairplay è una regola tacita di regata. Quindi ringraziatelo e non fategli notare, in modo stupido e ignorante che gli avete dato acqua.

Come sempre dedico questo post a chi con me ha condiviso questi giorni di Vento, Mare e, finalmente, Sole.

lunedì 30 marzo 2009

Niente da 0 o meglio, nulla da 270.

La prima del campionato primaverile della lega è andata, ma solo perchè eravamo in mare e abbiamo vinto in reale su tutti, ma è poca cosa, non abbiamo avversari. Il fatto è che siamo arrivati a Procida e immediatamente siamo piombati in un'altra dimensione. Non dico come in un film di Burton, troppo poetici, direi come in un film di Gillian, dove tutto quello che è strano c'è, per poi arrivare alla conclusione che la stranezza fa parte della vita e che solo chi ha principi solidi e puliti ne esce fuori più o meno integro.

Procedo con ordine, la regata c'è stata ma nessuno se ne è accorto, la Lega non ha provveduto alle classifiche, nè tanto meno alla premiazione, un passaparola ci ha fatto pervenire che sulla pericolante passerella in legno della Lega Navale a Procida si teneva un rinfresco e ci siamo andati, e lì abbiamo assistito alla felliniana scena di un assessore a non so che cosa, che con toni assolutamente non consoni, accusava i regatanti di essere dei paurosi imbecilli e che avrebbero fatto meglio a rimanere a casa anzichè creare scompiglio nel disorganizzato porto nuovo dell'isola che non c'è.

Vado avanti, con assoluta leggerezza, gli organizzatori della regata, fregandosene altamente del fatto che tutti noi eravamo lì a fare sport e ad impegnarci, non hanno ritenuto opportuno comunicare alcunchè circa risultati e premiazioni fantasma. Scandaloso ed offensivo comportamento verso la gente di mare.

Ancora una volta è stata dimostrata una certa inefficienza dell'organizzazione napoletana.

Passiamo ora al prosieguo dell'allegro weekend procidano. Con uno scirocco che soffiava a 30 nodi e una pioggia
sabbiosa quanto seccante siamo andati a cena e poi a dormire. WOW!!!

Ed ecco cosa ho imparato in questo breve lasso di tempo.

1- Se andate a mangiare in 25, mangerete male, e l'unica cosa commestibile la fornisce una ditta che rimanda ad un cantante dei bei tempi passati.
A proposito dei bei tempi passati, dove sono andati a finire tutti coloro che hanno fatto della vela napoletana un vanto, cedendo poi il passo a chi ne sta facendo uno scempio? A mare come a terra. Siamo nell'era dell'analfabetismo marinaro.
2- I conoscenti sembrano più amici degli amici.
3- Gli amici non sono così tanto amici tra di loro.
4- L'atteggiamento easy, o per così dire informale, non deve prescindere mai dall'educazione.
5- Tutti ci prendiamo troppo ma proprio troppo sul serio. Me per primo, o meglio, me per secondo.
6- Ci sono troppi "professionisti" che fino a ieri zappavano la terra. L'unico che lo poteva fare era VITO DUMAS.
7- Le vele di prua si cambiano con l'aumentare del vento per avere un rendimento migliore, o meglio, per generare una velocita maggiore, non per preservare le vele. Grazie a chi mi ha spiegato questa difficile equazione.
8- La barca a vela, in quanto tale, non avanza senza vento, cioè è ferma.
9- Se avete il timone a barra, per andare a dritta lo dovete portare a sinistra e viceversa, per intenderci come sui gommoni, bha e che vuol dire?

Dopo trent'anni c'è sempre da imparare...

E mi fermo qui, perchè ho scritto anche troppo di qualcosa che ci doveva essere e non ci è stato, di una non regata, un non ristorante, di un non week end.

Dedico comunque questo post a chi con me ha cercato di intravedere sole mare e onde in queste giornate di scirocco, in tutti i sensi.

P.S. Meno male che a tranquillizzarmi c'è il Mare, l'unica certezza.

... in attesa della diretta settimanale...

martedì 17 marzo 2009

L'ennesima porcata



Scusate, la fretta mi ha fatto fare un pessimo lavoro di grafica, ma credo renda l'idea.


La baia di Napoli è stata, domenica scorsa, teatro dell'ennesima porcata consumata ai danni di chi per mare ci va nel rispetto delle regole.

Non mi dilungherò, chi legge sa già, e quello che scrivo è a totale soddisfazione e beneficio di chi è al corrente della porcata.

Eravamo tutti in mare per la kermesse della vela napoletana, per quell'evento che porta in acqua velisti di tutte le categorie e di ogni livello, diciamo così. Noi c'eravamo, a dimostrare la nostra passione per il mare e per le sue
imprescindibili leggi, ma anche la passione per la vela e le sue regole.

Se festa della Vela deve essere, che lo sia nel rispetto dei regolamenti di regata, delle istruzioni e del codice della navigazione.

Inutile dire che così non è stato, noi abbiamo vinto regatando bene e regolarmente, altri hanno vinto barando e dichiarando il falso. Sarà anche una festa, ma fa gioco a tutti salire sul palco del Nauticsud e prendersi il premio, fa comodo perchè la visibilità fa bene agli sponsor che dovrebbero sapere quanto certi risultati siano offensivi per la gente di mare e per gli sponsor stessi.

E mi fermo qui.

Ma veramente non c'è più gusto.

Come sempre, e questa volta con una piccola aggiunta, dedico questo post a chi con me ha vissuto una giornata di vento, sole, mare e... correttezza.

lunedì 26 gennaio 2009

La "Scienza" del Comitato di Regata.


Avevo detto che non avrei scritto più delle regate in corso, ma questa ve la devo raccontare.

Questo Invernale napoletano, e sottolineo "questo", è funestato dal fatto che il Geriatrico Comitato di Regata sta posizionando campi di regata folli, con poca competenza e in modo assolutamente disinteressato alla necessità dei regatanti, che è quella di disputare una regata che sia composta da una bolina, una poppa, un'altra bolina, un' altra poppa ed uno "stocchetto finale" che porta all'arrivo di lasco stretto o di bolina larga. E' una cosa semplice, e una pretesa leggittima.

Invece no, non per i "matterelli" della V Zona.

Non una volta che venga posizionata una linea di partenza in modo corretto, non una volta che annullino una regata per condizioni impossibili, cioè continui salti di vento, in direzione ed intensità.

Sono troppo presi dal completare il maggior numero di prove per preoccuparsi del fatto che per mare ci siamo noi, che prendiamo la cosa molto seriamente.

Ieri, tralasciando il fatto che è accaduto tutto ciò che ho descritto sopra ed aggiungendo che c'era un'onda lunga e alta che senza vento rendeva molto difficile la navigazione a vela, il risultato di tanta strafottenza è stato che il 50% delle imbarcazioni è giunto all'arrivo fuori tempo massimo, e che quelle che ci sono arrivate lo hanno fatto in modo paradossale.

Era una situazione da filmare, alcuni hanno tagliato di traverso, altri di poppa, e non mi riferisco alle andature ma alle parti dell'imbarcazione che per prime tagliavano la linea, altre sono rimaste per una buona mezz'ora a beccheggiare e rollare a pochi metri dall'arrivo, e si è visto di tutto, velisti in tuta nera da mimo che autoproducevano spettacoli degni del miglior Marcel Marceau, equipaggi con scarpette da ballo che hanno messo in scena "Il lago dei Cigni", qualcuno faceva carena, altri hanno messo su un quartetto d'archi, altri ancora raccoglievano firme per l'abolizione della tassa sulla spazzatura.

Questo paradossale circo di matti è esattamente quello che succede quando nessuno si assume le proprie responsabilità.

E noi lì, sempre troppo occupati nella vita civile, per protestare e mandare a casa questa vecchia generazione di "Prodieri di Straulino".



Come ho già scritto altrove, la vela è una metafora della vita, e la vela napoletana rispecchia esattamente la città.

E' approssimativa, caotica, ignorante e presuntuosa.

Fatte salve poche, rarissime eccezioni, come per la città.

Come sempre dedico questo post a quanti con me hanno vissuto un'altra giornata di mare, vento e onde.


lunedì 12 gennaio 2009

Che classe!


Solo un paio di considerazioni, a proposito delle regate in atto.
Come ho detto, non scriverò più delle regate attuali, se non dopo almeno dieci anni dagli accadimenti, come sto facendo per quelle cosette che racconto nella serie "Sono Stato Prodiere Di Straulino".
Mi fa piacere però ricordare su queste pagine due cose significative.
La prima riguarda più la gastronomia che la vela.
Ieri, FdG si è presentata a bordo con la sua Caprese, che, essendo stata fatta il giorno prima, aveva ben riposato ed era assolutamente perfetta.
Ed aggiungo, è stata anche l'unica nota dolce di una giornata amara.

La seconda riguarda un uomo. Ebbene, non ho mai visto nessuno reagire con tanta calma e signorilità alla rottura di parti dell'imbarcazione come D.

Ha subito danni alle murate e al giardinetto, dalla prua alla poppa, un personaggio losco e triste gli è entrato dentro la fiancata durante una manovra in porto (e chiarisco subito che la sua barca era ormeggiata perfettamente in banchina), in un approccio in boa gli sono entrati con il musone di prua nel baglio massimo, e ieri, l'ennesima rottura, quel maledetto crak del tangone in carbonio nel bel mezzo della regata e in ottima posizione.
E lui mantiene una calma serafica, dettata credo più da una signorilità innata che non da una forzata educazione.

Non so se in cuor suo smadonna e impreca, noi non ce ne accorgiamo.

Magari non è ancora tra i primi 10 timonieri al mondo, ma che classe!

Dedico questo post a lui e a quanti altri hanno diviso con me una splendida giornata di Mare, Vento e Sole.