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venerdì 25 settembre 2009

Io già non l'ho mai sopportato...

Non sono mai riuscito a vedere un suo film fino alla fine e senza sentire quel senso di languore allo stomaco tipico della noia e delle cose scontate.

Sicuramente non vedrò la sua ultima fatica, anche perchè se lui decide di faticare, io mi astengo dall'affrontare un paio d'ore di "poesia e banalità".

Se poi è vera questa cosa qui, e credo che lo sia, meno che mai!

Senza parlare di quell'atteggiamento da primo della classe, un po' piacione e autoschernente che veramente non digerisco.

Chiunque faccia arte, ammesso che la sua lo sia, chiunque produca qualcosa per il pubblico, ha sempre la responsabilità di muovere coscienze e animi, dico che bisognerebbe pensare sempre a cosa un'opera susciterà nella testa dei fruitori finali.
Bisogna fare attenzione agli emuli, ai cretini, ai superficiali.

Replica così il personaggio in questione "Abbiamo girato in un mattatoio in Tunisia, riprendendo quello che accade tutti i giorni, affiancando le nostre comparse..."
Affermazione che avrebbe un senso se volesse suonare, o tuonare come una denuncia, e invece suona e tuona come un pietoso "che problema c'è? IO sono il regista della magia e dell'incantamento... guardate il mio film perchè è più importante il risultato finale che come lo si è ottenuto"
Facendo fede al suo cognome, ma perchè non se ne torna a casa?

E non venitemi a dire che certe scene bisogna "contestualizzarle all'interno dei contenuti socio culturali del film" o, peggio, "che un certo ritorno al cinema verista o relista è auspicabile" perchè sono stupidaggini senza capo ne coda, cose che invece aveva il povero bovino sgozzato da un regista troppo preso da se per pensare anche agli altri esseri viventi.

Sono molto indignato!
E mi sono mantenuto calmo.



P.S. Leggete bene l'articolo linkato, capirete molte cose e, eventualmente, eviterete di accusarmi di mangiare carne, di calzare scarpe di cuoio ecc ecc...

lunedì 26 gennaio 2009

La "Scienza" del Comitato di Regata.


Avevo detto che non avrei scritto più delle regate in corso, ma questa ve la devo raccontare.

Questo Invernale napoletano, e sottolineo "questo", è funestato dal fatto che il Geriatrico Comitato di Regata sta posizionando campi di regata folli, con poca competenza e in modo assolutamente disinteressato alla necessità dei regatanti, che è quella di disputare una regata che sia composta da una bolina, una poppa, un'altra bolina, un' altra poppa ed uno "stocchetto finale" che porta all'arrivo di lasco stretto o di bolina larga. E' una cosa semplice, e una pretesa leggittima.

Invece no, non per i "matterelli" della V Zona.

Non una volta che venga posizionata una linea di partenza in modo corretto, non una volta che annullino una regata per condizioni impossibili, cioè continui salti di vento, in direzione ed intensità.

Sono troppo presi dal completare il maggior numero di prove per preoccuparsi del fatto che per mare ci siamo noi, che prendiamo la cosa molto seriamente.

Ieri, tralasciando il fatto che è accaduto tutto ciò che ho descritto sopra ed aggiungendo che c'era un'onda lunga e alta che senza vento rendeva molto difficile la navigazione a vela, il risultato di tanta strafottenza è stato che il 50% delle imbarcazioni è giunto all'arrivo fuori tempo massimo, e che quelle che ci sono arrivate lo hanno fatto in modo paradossale.

Era una situazione da filmare, alcuni hanno tagliato di traverso, altri di poppa, e non mi riferisco alle andature ma alle parti dell'imbarcazione che per prime tagliavano la linea, altre sono rimaste per una buona mezz'ora a beccheggiare e rollare a pochi metri dall'arrivo, e si è visto di tutto, velisti in tuta nera da mimo che autoproducevano spettacoli degni del miglior Marcel Marceau, equipaggi con scarpette da ballo che hanno messo in scena "Il lago dei Cigni", qualcuno faceva carena, altri hanno messo su un quartetto d'archi, altri ancora raccoglievano firme per l'abolizione della tassa sulla spazzatura.

Questo paradossale circo di matti è esattamente quello che succede quando nessuno si assume le proprie responsabilità.

E noi lì, sempre troppo occupati nella vita civile, per protestare e mandare a casa questa vecchia generazione di "Prodieri di Straulino".



Come ho già scritto altrove, la vela è una metafora della vita, e la vela napoletana rispecchia esattamente la città.

E' approssimativa, caotica, ignorante e presuntuosa.

Fatte salve poche, rarissime eccezioni, come per la città.

Come sempre dedico questo post a quanti con me hanno vissuto un'altra giornata di mare, vento e onde.


lunedì 17 marzo 2008

Quando non se ne può più

E' veramente una vergogna! Ora basta.
Mi ero ripromesso di non farne un blog globale. Mi piaceva parlare delle cose di cui mi occupo, professionalmente e culturalmente. E invece no. La città e i suoi amministratori non me lo consentono.

Come molti motociclisti, ho preso, in modo assolutamente subdolo, una certa, intollerante quantità di multe per aver transitato nella corsia preferenziale di Via Marina.

Ora, siccome lo stato del "manto stradale" della via in questione è un'indecente distesa di buche, fossi e piccole voragini, risulta praticamente impossibile ed estremamente pericoloso transitarvi in motocicletta.

Al terzo cerchione sostituito alla mia moto
- letteralmente spaccato per via delle buche - ho deciso di percorrere Via Marina nella corsia preferenziale, per salvaguardare la mia incolumità, quella della mia motocicletta ed il mio portafogli.

Questa è una situazione assolutamente inaccettabile, non solo lo stato vergognoso delle strade, ma anche la vigliacca beffa degli ausiliari del traffico che ti multano.

Ripeto, io come tanti, sono costretto per una semplice questione di sicurezza a percorrere quella maledetta corsia riservata, il traffico perenne non rappresenta un problema.

Il comune multa noi, ma chi multa il comune? E chi costringe lo stesso ad asfaltare le strade?

E non venite a raccontarmi che i cubi di porfido o i lastroni di piperno sono più belli.
In una città allo sfascio mi sembra una inutile sottigliezza.


P.S. Percorrendo Via Marina nella corsia preferenziale, a pochi metri dal semaforo che da su Corso Garibaldi e a due metri dai vigili che presidiano l'incrocio, una clochard, o meglio una derelitta, mangia, dorme e sopravvive tra i ratti, meglio, zoccole grosse come gatti, e ci convive. Sono decine, e la donna le nutre, proprio come affettuosi mici. E' uno spettacolo rivoltante, e nessuno, prima di me ne ha mai parlato.


Questa foto non è mia, verra rimpiazzata quanto prima, purtroppo!

Prossimamente le foto dello scempio.

mercoledì 27 febbraio 2008

Per ora...


... purtroppo, meglio la grande distribuzione. Mi riferisco all'acquisto delle materie prime che occorrono ad ogni amante della cucina e della gastronomia.
Pur affermando la necessità di prodotti genuini, naturali e per quanto possibile biologici e no OGM, con quello che sta succedendo in Campania circa la spazzatura, per il momento preferisco la grande distribuzione. C'è la rintracciabilità dei prodotti ed è già qualcosa. Prima il pomodoro doveva essere del Vesuvio, le verdure in generale, le preferivo "nostrane", ora se vengono dalla Sicilia, o dall'Emilia Romagna, nella speranza che non siano cresciuti in serra, almeno so che non sono cresciuti a diretto contatto con i rifiuti, tossici e non.
Per il momento la situazione è questa, e menomale che ho un amico che con i suoi 120 ettari in Puglia mi rifornisce, bontà sua di prodotti naturali, ma non sempre, perciò si va al supermercato.

Per ora.


venerdì 11 gennaio 2008

BUON WEEK END

Spazzatura, rifiuti, munnezza, scorie, chiamatela come volete, ma anche questo sarà un week end di sconvolgente bellezza della città, con i suoi palazzi settecenteschi inseriti nella multicolore cornice della munnezza!


Magari andate a farvi una pizza,

come questa signora quì.

Buon Appetito a lei e a quelli come lei.


mercoledì 19 dicembre 2007

BUON NATALE

Vedete se vi sembra normale.

E si permettono pure di dire che il fumo fa male e la spazzatura non ha mai ucciso nessuno.