mercoledì 12 settembre 2012
LE COPPE
Quella America e la Davis.
Era proprio quello che ci voleva, veramente.
Facciamo un piccolo elenco a corollario di questi magnifici eventi sportivi.
La città se ne cade a pezzi, il lungomare è liberato, ma da che, da chi o da cosa?
Ah certo dalle auto che a volte servono per andare a lavorare, ma il lungomare andava liberato, così adesso, lungo una delle principali arterie cittadine possiamo tutti andare a lavorare in bicicletta, diciamolo anche ai trasportatori "ragazzi, su, caricatevi quel divano nel panierino della vostra bicicletta e andate a fare la consegna! Se no attaccatevelo dietro allo scooter e trascinatelo fino a casa del cliente!".
Però almeno le strade percorribili, poche per la verità, sono in uno stato di dissesto vergognoso e offensivo, in compenso meccanici, gommisti, ortopedici e fisioterapisti sono diventati le classi emergenti in città. Però il lungomare è liberato, meno male.
La città è immobilizzata, totalmente, tranne quando è lasciata in preda alla movida, ma che bellezza vedere finalmente le auto sfrecciare immobili nel traffico della ZTL non più L.
Però il lungomare è liberato e abbiamo le coppe. Utili, molto.
Speriamo che non si trasformino in cuoppetielli!
Grazie
mercoledì 16 marzo 2011
sarò molto, ma molto impopolare.
ma chi vuole capire capisca.
Laicamente, non credo in una giustizia superiore o divina, forse credo nelle coincidenze, nella casualità.
Se vogliamo vederla in un modo un tantinello più "chi la fa l'aspetti" è veramente così terribile assistere alla furia del mare che si abbatte su chi del mare ha fatto scempio tra inutili stragi di balene, delfini ecc ecc?
Naturalmente è un post provocatorio, ove mai non l'aveste capito.
E non iniziate con la solita stupidaggine delle mucche, dei maiali e dei polli...
martedì 8 febbraio 2011
Nella vita ci vuole fortuna.
Spesso, in televisione, si vedono esperti dei campi più disparati che si fanno pubblicità e sentenziano sull'operato altrui, siano essi designer, cuochi, gastronomi, giardinieri, ecc ecc.
Ora io credo che molti di questi "esperti" potrebbero continuare a stare a casa loro senza che il mondo risenta della mancanza delle loro opinioni, ma purtroppo hanno avuto la fortuna di nascere in qualche città dove qualcosa si muove, e così vengono chiamati da qualche canale tematico a fare i giudici o gli esperti.
Insomma li pagano per dire quattro sciocchezze, per farsi pubblicità, ma fondamentalmente, senza capire una mazza di quello che dicono.
E' vero che chi ara macina grano, ma mi sembra che qui non ci siano ne sementi ne farina.
Una su tutte, la grassa tenutaria di un blog gastronomico, che oltre ad avere un fastidioso e per nulla vezzoso difetto di pronuncia, dimostra, nel programma al quale è invitata come giudice, di essere quantopiù distante possibile dalla cucina e dal gusto.
E' un coacervo di ignoranza, stupidità banalità, autocelebrazione e presunzione che veramente non se ne può.
Quel suo vezzo di toccarsi il naso con l'indice subito dopo aver assaggiato un piatto è una cosa insopportabile, per non parlare dell'intercalare "un attimino". Veramente mi chiedo chi l'abbia messa lì, accanto a persone di un certo spessore.
Senza contare che a 27 anni mi aspettavo un po' di verve in più, anzichè un atteggiamento da vecchia zitella incallita.
Credete veramente che avere un blog dove si scrivono quattro fesserie autorizzi chiunque a diventare borioso osservatore dell'altrui operato? (esattamente come sto facendo io ma almeno non mi paga nessuno)
Tanto dovevo, un saluto a tutti voi.
P.S. parafrasando la grande Tina Pica "Sorella, vatti a coricare..."
P.P.S. nel post il nome
venerdì 3 dicembre 2010
giovedì 9 settembre 2010
L' Unione Europea, salotto di morte
L'ennesima porcata...
giovedì 15 luglio 2010
ignoranTESSA

lunedì 28 giugno 2010
Vele d'Epoca Napoli 2010. Capitolo secondo
martedì 27 aprile 2010
E non la vogliono smettere!
martedì 30 marzo 2010
Perchè non compro più il CdS
giovedì 28 gennaio 2010
Fatevi riconoscere

Dico, vi leggete tutto il mio blog e non lasciate neanche una traccetta, un commento, un saluto.
lunedì 16 novembre 2009
Il mio regno per un cavatappi!
Era da un po' che non scrivevo nulla circa la vela e le regate.
Non succedeva niente degno di essere raccontato, poi, ieri, in occasione della seconda regata del 39esimo Campionato Invernale del Golfo di Napoli si è verificato l'accadimento che mi permette di aggiungere un altro racconto a Sono Stato Prodiere di Straulino.
Dunque, giornata meravigliosa, soleggiata, leggera brezza a 6/7 nodi, mare piatto, clima a bordo amichevole e competitivo.
Mentre ci avviciniamo al campo di regata controllando le attrezzature e gli strumenti (e qui dovremmo aprire una parentesi a parte sul tattico e i biiip biiip) il log smette di funzionare. Ai profani spiego che il log è uno strumento che misura la velocità della barca e consiste in un'elichetta posta sotto la carena attraverso un foro opportunamente stagno che però sbuca sul fondo della cabina di prua. In poche parole, se si smonta l'elichetta e non si ha un tappo a portata di mano, l'acqua di mare entra con una certa veemenza in cabina.
Dicevo, il log smette di funzionare. Cosa fare? Semplice, si manda un uomo sottocoperta a smontare l'elichetta e a controllarne il funzionamento.
Il personaggio scende, si procura il tappo che, non esistendo l'originale è stato sostituito da un più prosaico oggetto troncoconico in legno, e comincia l'operazione.
Svita il passascafo e immediatamente vede entrare più acqua del previsto, inserisce il tappo ma è troppo piccolo, col risultato che l'acqua continua ad entrare ed il tappo in questione non è più sfilabile a mano per essere sostituito con uno più consono.
L'uomo si affanna, prova con le unghie, ma sono troppo corte, allora estrae il Leatherman e si accorge dell'inutilità assoluta di uno strumento da calzolaio che viene ostinatamente usato dai velisti.
Sente dall'esterno richieste circa lo stato del log, ma lui è preso a tappare la falla, è troppo impegnato a non mettere in pericolo barca ed equipaggio, è in quel momento, che dall'interno della cabina di prua giunge la richiesta di aiuto.
In pozzetto, quella richiesta d'aiuto si manifesta in un unico straziante urlo" UN CAVATAPPI, PRESTO PORTATEMI UN CAVATAPPI !!!!!!!!!!!"
L'equipaggio si affanna a cercare un così strano strumento mentre manda qualcuno ad aiutare il poveretto a testa in giù, nella cabina di prua. Questi, accorgendosi che non era la persona più idonea (non me ne voglia), grida ancora "UN CAVATAPPI, O DUE COLTELLI E SOPRATTUTTO UN UOMOOOOOO!"
Insomma, momenti di drammatico pericolo, finalmente scende in aiuto qualcuno che si accorge che c'era stato un errore, i due pongono rimedio, sistemano il log e, finalmente, l'uomo esce dalla cabina e riguadagna la sua posizione in pozzetto.
Quell'uomo ero io.
Ora immaginate di essere a bordo e non sapete niente di quello che sta succedendo. Siete solo a conoscenza che c'è qualcuno che è andato a sistemare l'elichetta del log. A un certo punto sentite urlare richieste di cavatappi, di coltelli e... soprattutto di un uomo.
Traetene voi le conseguenze.
So che porterò addosso questa storia per molto tempo.
lunedì 26 ottobre 2009
Pietà
lunedì 27 aprile 2009
Lezioni di vela

Ho già scritto qui che la vela primaverile e non solo, sta diventando un gioco stupido e sporco.
Di ritorno dall'Isola Verde, eccomi di nuovo qui a scrivere di quanto è accaduto durante il week end.
Innanzitutto i miei complimenti all'equipaggio tutto che ha dimostrato concentrazione e impegno durante le regate. E' vero che regatiamo contro scogli derivanti, ma il rendimento della barca prescinde dagli avversari, insomma, di meglio non potevamo fare.
L'antefatto. La regata scorsa abbiamo forzato un incrocio con una barca che procedeva mura a dritta, resici conto della porcata fatta e avendo notato che non avevamo danneggiato la barca in questione, ci siamo scusati e abbiamo proseguito.
Ma non è finita qui, il nostro tattico, dopo, è salito a bordo dell'imbarcazione per scusarsi personalmente con l'armatore, il quale sorridendo ha accettato le scuse.
Vi direte, ok, è finita così?
Invece no, non contento delle scuse, il nano borbonico, evidentemente stizzito dal fatto che pur partendo 10 minuti prima di noi, inevitabilmente gli incrociamo sulla prua, si è preso la briga, durante la prima regata di questo week end, di fotografare la nostra imbarcazione mentre incrociava una barca con diritto di precedenza, mostrandoci poi la foto in questione accusandoci di essere scorretti.
Ora, premesso che siamo passati molto ma molto agevolmente almeno una lunghezza e mezza avanti, e premesso che l'effetto "schiacciamento" della foto non chiarisce la situazione, il caso non sussiste. E non vorrei che al prossimo incrocio anzichè chiamarci il tradizionale "ACQUA!" non ci dobbiamo aspettare un più simpatico "CHEESE!".
Quindi giusto un paio di cosette, tanto per chiarire.
1) Durante una regata a tutti capita di sbagliare o di subire un torto. Se le scuse non dovessero bastare ricordo a tutti che esiste uno strumento della giustizia velico-sportiva che si chiama Protesta, che può e deve essere fatta secondo le regole prescritte dal Regolamento di Regata.
A nulla servono le rimostranze a terra o i servizi fotografici.
Invito pertanto, tutti, a farsi i fatti propri, a meno che non vangano citati come testimoni in una regolare protesta.
2) E questo va a beneficio di quanti si stanno avvicinando al mondo della vela, e anche dopo 10 anni ancora non hanno capito un beneamato nulla. Chi procede mura a dritta ha la precedenza, sempre. E se vi passa e non vi vira sulle vele per non danneggiarvi lo fa perchè il fairplay è una regola tacita di regata. Quindi ringraziatelo e non fategli notare, in modo stupido e ignorante che gli avete dato acqua.
Come sempre dedico questo post a chi con me ha condiviso questi giorni di Vento, Mare e, finalmente, Sole.
giovedì 18 dicembre 2008
Il problema e la sua soluzione.
giovedì 18 settembre 2008
Quiz per appassionati velisti napoletani.
Per il momento nessun aiuto.
Poi si vedrà...
Un piccolo aiuto ve lo do comunque:
anche se qualcuno mi taccia di essere snob, io odio lo snobbismo, soprattutto di certi ambienti... eh eh eh!
Voglio proprio vedere cosa hanno commentato al
gerontocomio delle alci.
lunedì 17 marzo 2008
Quando non se ne può più
Mi ero ripromesso di non farne un blog globale. Mi piaceva parlare delle cose di cui mi occupo, professionalmente e culturalmente. E invece no. La città e i suoi amministratori non me lo consentono.
Come molti motociclisti, ho preso, in modo assolutamente subdolo, una certa, intollerante quantità di multe per aver transitato nella corsia preferenziale di Via Marina.
Ora, siccome lo stato del "manto stradale" della via in questione è un'indecente distesa di buche, fossi e piccole voragini, risulta praticamente impossibile ed estremamente pericoloso transitarvi in motocicletta.
Al terzo cerchione sostituito alla mia moto - letteralmente spaccato per via delle buche - ho deciso di percorrere Via Marina nella corsia preferenziale, per salvaguardare la mia incolumità, quella della mia motocicletta ed il mio portafogli.
Questa è una situazione assolutamente inaccettabile, non solo lo stato vergognoso delle strade, ma anche la vigliacca beffa degli ausiliari del traffico che ti multano.
Ripeto, io come tanti, sono costretto per una semplice questione di sicurezza a percorrere quella maledetta corsia riservata, il traffico perenne non rappresenta un problema.
Il comune multa noi, ma chi multa il comune? E chi costringe lo stesso ad asfaltare le strade?
E non venite a raccontarmi che i cubi di porfido o i lastroni di piperno sono più belli.
In una città allo sfascio mi sembra una inutile sottigliezza.
P.S. Percorrendo Via Marina nella corsia preferenziale, a pochi metri dal semaforo che da su Corso Garibaldi e a due metri dai vigili che presidiano l'incrocio, una clochard, o meglio una derelitta, mangia, dorme e sopravvive tra i ratti, meglio, zoccole grosse come gatti, e ci convive. Sono decine, e la donna le nutre, proprio come affettuosi mici. E' uno spettacolo rivoltante, e nessuno, prima di me ne ha mai parlato.
Prossimamente le foto dello scempio.






