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mercoledì 20 luglio 2011

Le foto nelle quali avrei voluto essere







E' solo un divertimento estivo, niente di più.

Saluti a tutti.

martedì 30 novembre 2010

M.M.



Piove, eppure vi aspettereste un post di quelli nei quali mi lamento della bruttezza della città, quando piove.
Invece, nonostante le voragini, la melma e lo stato post bellico nel quale versa la città, oggi una notizia scioccante e triste mi ha messo di buon umore.
Quanto sto per scrivere è un commento a caldo, fatto senza leggere nulla di più oltre alla notizia in se. Non voglio scavare nel "profondo dell'animo umano" e non voglio essere influenzato da commenti e opinioni che falserebbero il mio scrivere e il vostro leggere.

E' solo una riflessione, ma se qualcuno decide di spiccare il volo per sottrarsi ad una vita mortificata, specie se la vita l'ha vissuta tutta e pienamente, ebbene, mi viene in mente solo una parola.
LIBERTA'.

Libertà di scegliere come, quando e perchè andarsene. Libertà di essere pro vita comunque, liberta di lasciare un'eredità e un messaggio. Non mi importano le motivazioni di un gesto intimo, in quel momento l'Uomo è solo e solo a lui spettano il peso e la responsabilità della decisione estrema.

Questo rifiutare la fine con la fine stessa mi sembra un ottimo modo per salutarci tutti, un bel modo per dire "amici miei" il mio l'ho fatto, ora tocca a voi.

Chi vuole capire, capisca...

Sua questa affermazione "...Le smancerie, nell´ambito di qualsiasi arte vanno bandite come la peste”.

Ciao Maestro e grazie.

mercoledì 3 novembre 2010

Altro che writer & Co.

Sapete quanto non ami i writer, direi imbrattamuri a tradimento, sapete che considero artista, in qualunque campo, chi ci mette la faccia e rischia in prima persona il giudizio degli altri.
Per questo non amo i writers, è troppo facile fare "arte" nascondendosi e scempiando le città in modo illegale.

C'è una piccola eccezione, questa.
Quest'uomo si espone in prima persona, nome cognome e faccia.

P.S.
Un graffittaro napoletano spaccia per sua un'idea copiata da Banksy.

Cliccate sui collegamenti, non ve ne pentirete.

giovedì 30 settembre 2010

Evento speciale


Questa sera, dalle diciannovealleventiquattro, anche se c'è la partita, si innaugura la sede di via Cilea della Cioccolateria Piluc dei fratelli Pipolo.

Tra le migliori quaranta cioccolaterie d'Italia, niente a che vedere con il cioccolato industriale, qui si trova la migliore materia prima in circolazione.

I Fratelli Pipolo fanno questo mestiere con passione e competenza, hanno scelto me per il restyling del loro marchio e per il layout della nuova cioccolateria.

Personalmente, ho voluto creare un'immagine classica, molto calda e tradizionale.

Vi aspetto lì, dalle diciannove.

Chi mi conosce sa quanto sia un "fondamentalista" del cibo, non spenderei neanche una riga, se non ne valesse la pena...

venerdì 9 luglio 2010

Un saluto senza retorica

ricordo di lelio luttazzi
E' difficile ricordare qualcune che se ne è andato senza cadere nella retorica o nella banalità.
Naturalmente qui non si tratta di scrivere un epitaffio alla Masterson, non ne ho le capacità, ma mi piacerebbe comunicare quel senso di placida tristezza che si prova quando una persona per bene se ne va da un'altra parte.
Io seguivo la sua hit parade e mi sembrava, da piccolo, un programma brillante, adesso, da "grande" lo ricordo con nostalgia per tutta una serie di motivi che non vi interesserebbero.
Lelio Luttazzi
Per questo, sperando che abbia trovato una bella orchestra swing ad attenderlo, ma soprattutto un can a far le feste, magari davanti a un fiasco de vin, lo saluto e lo ringrazio per aver fatto spettacolo con garbata e raffinata ironia.

le sue mani

giovedì 1 luglio 2010

Vele d'Epoca Napoli 2010.

Ed ecco alcune immagini dell'evento.
Sono foto scattate a bordo del Mait II dalla nostra amica Scilla.



lunedì 28 giugno 2010

Vele d'Epoca Napoli 2010. Capitolo secondo

Come vi dicevo andiamo avanti col resoconto.
Prima di tutto mi piace sottolineare che NOI gente di Mare siamo corretti, rispettosi delle regole, ma soprattutto siamo uomini liberi.
Vuol dire che non dobbiamo sottostare a logiche che contravvengono alle regole dello sport e dell'educazione.

Prima di proseguire devo fare una piccola precisazione su ciò che indirettamente ho imparato: il mal di denti è un dolore inficiante che non ha consentito al nostro gruppo di essere al completo, chi è mancata per questo motivo, sa e ha avuto dimostrazione, che era con noi comunque, anche se avrei preferito che ci fosse stata personalmente.

Andiamo avanti.
Giusto per ricollegarmi all'ultima immagine postata più sotto, non potrò essere troppo esplicito, ma chi vorrà capire capirà.
Abbiamo imparato che:
chi deve far rispettare le regole non sempre lo farà, che le regole stesse vengono applicate casualmente, che il grande comico, passato alla storia per ironia e raffinatezza non è ben rappresentato, perchè non vi è stata traccia nè di ironia nè di raffinatezza, che la sacralità dello sport è una visione troppo esclusiva e nobile e appartiene solo a noi (metta una X chi si riconosce in questo noi), che anche i timonieri possono diventare ottimi prodieri, che sulle barche d'epoca si perde la voce per via delle distanze e dei rumori dei winch, che nella vita c'è bisogno di "prontezza di riflessi" per evitare il male peggiore, che chi ci dovrebbe proteggere e rispettare alla fine è sempre in vacanza e dimentica il suo ruolo, che fortunatamente le questioni le possiamo risolvere in mare, che ad essere dei galantuomini potrebbe non pagare, ma noi ci ostiniamo ad esserlo, che la nostra passione per questo sport ci porterà ad accettare le più ignobili delle ingiustizie, noi saremo sempre lì, sui campi di regata, con lo spirito di sempre, che bisogna non fidarsi di "colui che reca omaggio" e forse nemmeno di "quello molto basso" (e che vuol dire? mha!), tanto la frittata la rivolterà ad uso e consumo di altri e voi rimarrete a bocca asciutta, che gli avvocati dovrebbero fare gli avvocati e non i poeti, che i prodieri di Straulino sono miliardi, che chi possiede un "classe metrica" sa contare fino a nove, che un terzo posto conquistato onestamente vale più di qualunque primato ottenuto con l'arroganza, che meno male che il nostro tattico è un possidente terriero e ci ha ospitati per bere dell'ottimo vino e passare un paio d'ore tra (lo so mi ripeto) amici veri e qualche intruso che va per erbette..., che alla fine di tutto, a cena, inaspettatamente abbiamo mangiato benissimo e siamo riusciti a fare grandi progetti per il futuro.

Ma soprattutto, abbiamo imparato che stringersi la mano guardandosi negli occhi vale più di qualunque contratto scritto,
se è tra vera gente di mare.

E qui concludo, il resto, se vi va, aggiungetelo voi.

Come sempre dedico questo post a chi con me ha condiviso questi giorni di Mare Vento e Sole.


Vele d'Epoca Napoli 2010. Resoconto dal MAIT II

Come riassumere in poche righe questi magnifici quattro giorni di Mare, Vento, Sole e Amicizia?
E' quasi impossibile, così ho pensato di stigmatizzare il tutto e andrò avanti per sezioni, o capitoli, o ancora per... boe di percorso.

Cominciamo con la Barca:



Il Mait II è, a detta dello stesso Olin Stephens che con Sparkman lo ha disegnato, uno dei suoi migliori progetti, un blasonato racer oceanico, uno Yawl Bermudiano per la precisione, costruito nel 1956 dai Cantieri Baglietto di Varazze e varato nel 1957. Non aggiungo altro qui, dedicherò un post a parte.

Gli Uomini e le Donne:

Marco l'armatore, è il "ragazzo irresistibile" nel senso più teatrale (Neil Simon) del termine.
Miguel, il comandante è IL MARINAIO, esattamente come lo avrebbe pensato Hamingway, e magari come lo avrebbe disegnato Pratt. Non devo aggiungere altro credo.
Alex, il suo secondo, da soli due mesi alle prese con questa magnifica opera di carpenteria navale, proveniente da navigazioni oceaniche a motore, è il bambino che entusiasticamente scopre la vita di mare e le sensazioni che solo una barca d'epoca possono dare. E' attento, umile, con prontezza e attenzione a tutto ciò che può far suo, si è conquistato fiducia e simpatia.
Donatella, attenta a tutte le esigenze dell'equipaggio è la sorella maggiore di ognuno di noi.
Fabio, Bonario uomo di bordo assolutamente disponibile a qualunque richiesta e manovra, calmo e sorridente è elemento imprescindibile del Mait.
Jaques, spero si scriva così, Svizzero di lago, ebanista di professione, grinder per vocazione e muscolatura, assolutamente indispensabile e sorprendentemente simpatico, in mare come a terra.

I membri autoctoni:

Non mi dilungherò invece sull'equipaggio che noi Napoletani abbiamo portato a bordo, eravamo gli amici di sempre con qualche aggiunta che sicuramente arricchirà il nostro futuro. E tanto basta.
Concludo qui per ora, perchè oggi si lavora, ma nel corso dei giorni a seguire continuerò nel racconto, e per lasciarvi un minimo di interesse vi saluto con un'immagine...
Siate pazienti e ne leggerete delle belle... per ora chi sa già immagina.



mercoledì 23 giugno 2010

giugno 2010: meno male che ci sono le vele d'epoca a Napoli

serata futuribile a Napoli
Tra cose futuribili (mha?) e mancanze di rispetto e atteggiamenti ipocriti, a volte un colpo di telefono potrebbe bastare, da oggi cominciano le regate delle barche d'epoca a Napoli. E' un evento del quale ho già parlato altrove su questo blog, io ci sarò, con gli AMICI di sempre. Il Mare, si sa, è democratico, non mente, non è mai qualcosa di diverso da quello che sembra.
E chi come me, lo conosce e lo vive, lo rispetta e lo ammira.

Solo così il Mare vi tratterà bene, solo così vi permetterà di vivere, attraverso di lui, con lui, esperienze che la gente di mare conosce bene.

Non basta possedere un plasticone galleggiante per essere uomini (e donne) di mare, ci vuole rispetto, serietà, verità.
Doti a quanto pare sempre più rare. Comunque, in città c'è spazio per tutti, purtroppo...

Come sempre dedico questo post a chi con me condividerà questi giorni di Mare, Sole e Vento.

Carlo Olivari a bordo del Mait II
Serata Futuribile Napoli 25 giugno 2010 un evento da (non) perdere... la pazienza

lunedì 31 maggio 2010

Di ritorno da Punta Ala


Di ritorno dalla seconda tappa del circuito Platù 25 2010.
Punta Ala è sempre un campo di regata magnifico. Direi perfetto per vento, difficoltà, correnti, scenario, organizzazione.

Sette regate, di non sempre facile interpretazione. Equipaggio divertente e affiatato nonostante due di loro li abbia conosciuti la sera prima.

Naturalmente a tutti, ma in primis all'armatore, va il mio grazie per aver condiviso con me questi tre giorni di vento sole e mare.

E ora passiamo alle note dolenti che esplicherò con un consiglio, non fidatevi dei professionisti e dei falsi professionisti nè di quelli che si dimostrano amiconi (c'è sempre qualcosa dietro), contate solo su voi stessi e sui veri amici, se per caso contate su qualcuno che vi dia un passaggio a casa, state tranquilli, vi lascerà a piedi. A me è successo ed ora questi due dementi hanno un nemico in più:

ME!
e chi mi conosce sa che non devo aggiungere altro.

martedì 13 aprile 2010

RI-IN-GO RIN-GOOOO

Cercate di leggere il titolo di questo post come se cantaste il jingle di una famosa pubblicità di carne in scatola.



Chi frequenta questo blog sa che non amo i Beatles, devo aggiungere però, che Ringo mi è sempre stato simpatico. Totalmente negato per lo strumento, si è ritrovato nella band più celebrata del mondo solo perchè possedeva una batteria.
Un gaudente senza troppi orpelli di meditazione trascendentale e menate varie, non politicizzato, amante della bella vita e delle belle donne.
Insomma uno che se l'è goduta.
La fama dico...

Ed ora che a questa notizia ha risposto con un bel "I couldn't care less" mi sta ancora più simpatico.

Tutte le motivazioni le ha date lo stesso Ringo.

E siccome ho sempre ribadito che non si toccano bimbi e animali, diciamo che sarebbe il caso di occuparsi d'altro.

Ah, per inciso, ove mai non ve ne foste accorti, questo è un blog laico.

lunedì 28 dicembre 2009

Seminari di Vela



Una cara amica mi ha dato lo spunto per pubblicare qui l'invito agli interessanti seminari di Vela che vedranno protagonisti la crema della vela italiana.

Per conservare la vena polemica che contraddistingue me ed il mio blog aggiungo che sia un peccato che questi interessanti seminari vengano organizzati da un "circolo" per il quale non nutro particolare simpatia.

Ecco l'invito e un breve cenno a cosa ci si deve aspettare:



"Mauro Pelaschier, Tommaso Chieffi, Alessandra Sensini, Paolo Cian e Giovanni
Soldini, sono i big della vela che saranno protagonisti di una serie di
incontri promossi dalla Lega Navale di Napoli dal prossimo 9 gennaio fino al 14
marzo, con cadenza quindicinale, nell' Aula magna dell' Università Parthenope.

Nell' intento di fare opera di propaganda, per così dire sul campo,
creando un contatto ravvicinato tra alcuni dei più celebrati campioni del
nostro sport ed i praticanti della vela agonistica o soltanto i semplici
appassionati, la Lega Navale promuove una serie di incontri che serviranno a
conoscere meglio questi campioni e che avranno un valore didattico rilevante e
nel corso dei quali il pubblico potrà rivolgere direttamenete domande a
Pelaschier, Chieffi, Sensini, Cian e Soldini.

Nel raccontare le loro esperienze, Mauro Pelaschier farà la storia degli
ultimi 50 anni della vela e della sua evoluzione, dai tempi del puro
dilettantismo a quelli del professionismo di oggi, mentre Tommaso Chieffi
centrerà il suo intervento sul ruolo del tattico nella vela moderna, mentre
Paolo Cian ci racconterà come con il metodo e la costanza nessun traguardo è
impossibile. Giovanni Soldini ci dirà in particolare della sfida italiana nella
Volvo Cup, il giro del mondo in equipaggio, mentre Alessandra Sensini, la donna
più famosa della vela italiana, raccontera’ come con impegno e sacrificio è
possibile raggiungere il successo in ogni campo. Senza dimenticare, per tutti
questi campioni, impegni passati ed attuali in Coppa America. Il primo
appuntamento,allora, è per il 9 gennaio prossimo. Sono invitati tutti i velisti
( o aspiranti tali)."

lunedì 16 novembre 2009

Il mio regno per un cavatappi!

Era da un po' che non scrivevo nulla circa la vela e le regate.

Non succedeva niente degno di essere raccontato, poi, ieri, in occasione della seconda regata del 39esimo Campionato Invernale del Golfo di Napoli si è verificato l'accadimento che mi permette di aggiungere un altro racconto a Sono Stato Prodiere di Straulino.


Dunque, giornata meravigliosa, soleggiata, leggera brezza a 6/7 nodi, mare piatto, clima a bordo amichevole e competitivo.


Mentre ci avviciniamo al campo di regata controllando le attrezzature e gli strumenti (e qui dovremmo aprire una parentesi a parte sul tattico e i biiip biiip) il log smette di funzionare. Ai profani spiego che il log è uno strumento che misura la velocità della barca e consiste in un'elichetta posta sotto la carena attraverso un foro opportunamente stagno che però sbuca sul fondo della cabina di prua. In poche parole, se si smonta l'elichetta e non si ha un tappo a portata di mano, l'acqua di mare entra con una certa veemenza in cabina.


Dicevo, il log smette di funzionare. Cosa fare? Semplice, si manda un uomo sottocoperta a smontare l'elichetta e a controllarne il funzionamento.


Il personaggio scende, si procura il tappo che, non esistendo l'originale è stato sostituito da un più prosaico oggetto troncoconico in legno, e comincia l'operazione.


Svita il passascafo e immediatamente vede entrare più acqua del previsto, inserisce il tappo ma è troppo piccolo, col risultato che l'acqua continua ad entrare ed il tappo in questione non è più sfilabile a mano per essere sostituito con uno più consono.


L'uomo si affanna, prova con le unghie, ma sono troppo corte, allora estrae il Leatherman e si accorge dell'inutilità assoluta di uno strumento da calzolaio che viene ostinatamente usato dai velisti.


Sente dall'esterno richieste circa lo stato del log, ma lui è preso a tappare la falla, è troppo impegnato a non mettere in pericolo barca ed equipaggio, è in quel momento, che dall'interno della cabina di prua giunge la richiesta di aiuto.


In pozzetto, quella richiesta d'aiuto si manifesta in un unico straziante urlo" UN CAVATAPPI, PRESTO PORTATEMI UN CAVATAPPI !!!!!!!!!!!"


L'equipaggio si affanna a cercare un così strano strumento mentre manda qualcuno ad aiutare il poveretto a testa in giù, nella cabina di prua. Questi, accorgendosi che non era la persona più idonea (non me ne voglia), grida ancora "UN CAVATAPPI, O DUE COLTELLI E SOPRATTUTTO UN UOMOOOOOO!"


Insomma, momenti di drammatico pericolo, finalmente scende in aiuto qualcuno che si accorge che c'era stato un errore, i due pongono rimedio, sistemano il log e, finalmente, l'uomo esce dalla cabina e riguadagna la sua posizione in pozzetto.


Quell'uomo ero io.


Ora immaginate di essere a bordo e non sapete niente di quello che sta succedendo. Siete solo a conoscenza che c'è qualcuno che è andato a sistemare l'elichetta del log. A un certo punto sentite urlare richieste di cavatappi, di coltelli e... soprattutto di un uomo.


Traetene voi le conseguenze.


So che porterò addosso questa storia per molto tempo.

lunedì 26 ottobre 2009

Lezione di eleganza


Leggiate con ironia questo post, la stessa ironia con la quale è stato scritto.

E chi se lo aspettava che una lezione d'eleganza ci venisse impartita da un "montanaro".

Spesso, quando ci si riferisce a qualcuno privo di cultura, o dai modi rozzi si dice di costui "è un montanaro".

Ora, fermo restando che io non mi sognerei mai di dire una cosa del genere, la locuzione è, nel linguaggio comune, frequentemente usata.

Devo anche aggiungere che ho sempre nutrito profondo rispetto per la gente di montagna come per quella di mare, ma anche per quella di campagna, di deserto, di pianura ecc ecc.

Insomma rispetto la gente che si identifica con una connotazione territoriale ben precisa, rispetto il legame che questa gente ha con il proprio habitat.

Non mi dilungo, fatto sta che sabato, mentre distrattamente scorrevo i canali della tv, vedo l'anacronistica capigliatura di Reinold Messner, mi soffermo ad ascoltare quello che dice.

E una frase mi ha colpito, una frase che si adatta magnificamente a molte circostanze e della quale provo a fare tesoro.

Reinold, rispondendo alla domanda sul perchè sia salito senza ossigeno sugli Ottomila dice "... nessuno ti obbliga a scalare una montagna, se devi fare una cosa inutile, almeno falla con eleganza...".

Traetene voi, se vi va, le conclusioni.



venerdì 2 ottobre 2009

Fabio Picchi

Uno che la cucina sa esattamente cosa sia.

In questo documento che pubblico, trovato sul suo sito, c'è gran parte del mio pensiero sulla cucina. E' una lettera che può riferirsi a chiunque si accinga a operare nel campo della gastronomia, ma ben si adatta a chi, semplicemente, ama cucinare.

DISCORSO RIVOLTO AI GIOVANI CUOCHI DELLE SCUOLE ALBERGHIERE DI FIRENZE IN OCCASIONE DEL RICONOSCIMENTO "FIORINO D'ORO" CONSEGNATO A FABIO PICCHI DAL SINDACO DI FIRENZE LEONARDO DOMENICI IL 5 MAGGIO 2005

Pur non volendo evitare,
anzi,
ringraziando in primo luogo la città di Firenze e il suo sindaco Leonardo e tutti gli amici che mi sono vicini in questa straordinaria circostanza,
è a voi giovani colleghi che mi rivolgo nella sincera intenzione di condividere
con voi medesimi
questo riconoscimento,
“il fiorino d’oro”.

Più di altri
dovete sapere cosa sta accadendo,
se già non lo sapete.
Apri un giornale e trovi un cuoco,
accendi la televisione e ne trovi dieci,
riviste normalmente frequentate da intellettuali del pensiero dedicano volumi interi al “far cucina”
etc, etc, etc….
Eppure
le cipolle continuano a far piangere,
il fuoco caldo era e caldo rimane,
l’acqua bolle e la domanda è sempre la stessa:
sarà giusto il sale
per questa pasta,
per questa minestra?

Cos’è cambiato così lentamente?
Sono cambiati i luoghi di approdo della nostra professione?
Forse.
Sta cambiando questo mondo
o almeno
la parte di mondo che ci compete
e quel che prima passava in ambiti familiari non passa più.
Che cos’è uno scannello, che cos’è un girello, forse tutti lo sanno, ma il bellico? Il cotennotto? La scoperchiatura?
E il lucertolo, che fine ha fatto?

Beh, il problema è proprio questo,
Noi sappiamo dov’è, chi lo fa, cos’è.
Sappiamo che il lucertolo è necessario per un buon stracotto “alla fiorentina”,
necessario per delle braciole fritte,
augurabile ben frollo per degli involtini
sempre “alla fiorentina” con carciofi, scorza di limone, un non niente d’aglio, etc, etc….
Saper tutto questo,
saper di soffritti,
di pappa al pomodoro,
oggi come oggi,
ci mette nella possibilità
di muoversi su più territori
dalla nostra città, a tutto il mondo che vogliamo.

Rintracciare fornitori,
cercare produttori,
essere insistenti fino quasi all’antipatia intorno a un pane,
a una farina,
a un grano,
ci compete.
Tutto questo per che cosa?
Per abbracciare un contadino,
per abbracciare un mugnaio,
per abbracciare un panettiere,
allo scopo semplice, direbbe Italo Calvino,
di emozionarsi, di emozionare.
Sedetevi intorno a un tavolo,
in un pomeriggio affamato
insieme a un amico,
insieme a una fidanzata,
insieme a un figlio,
insieme a una moglie amata,
e fate merenda con quel pane.
Capirete perfettamente quel che fate tutti i giorni quando entrate dentro le vostre cucine.
Siete produttori di emozioni,
siete come autori di cinema,
e quindi mi raccomando, andate al cinema.
Siete come poeti e romanzieri
e quindi cercate il vostro poeta e il vostro romanzo.
A differenza di costoro vedrete leggere i vostri cibi,
sarete nella sala di proiezione dei vostri profumati film.
Vedrete persone felici rompere il vostro pane,
ripulire il sugo del vostro stracotto
e avrete la certezza quotidiana di vivere in un territorio che vi darà molto
per i suoi olivi,
per i suoi vini,
per i suoi cibi,
ormai
si può dire tranquillamente,
per i suoi parcheggi, e i suoi mille teatri,
per il suo mare,
per questa campagna che ti entra fino sotto casa,
per i suoi abitanti, così abituati,
quasi viziati dalla fortuna,
dalla nostra fortuna di vivere dove viviamo.
Abbiate questa certezza.
Di essere dei fortunati,
che nella sempreterna complessità del vivere insieme
Voi tenete il mestolo dalla parte del manico.
Saper soffriggere,
saper far pomarole,
è come muovere una leva che lentamente ma costantemente ci porterà verso un mondo migliore.

Buona cucina a tutti voi,

Grazie

lunedì 31 agosto 2009

Da Hyeres a Marsiglia...

...timonando a turno, lì dove il Golfo del Leone inizia, lì dove il Mistral nasce (e nasce bene, molto bene!)
... passando per i posti tra i più belli, accoglienti e civili che un velista può incontrare nel Mediterraneo.

In attesa che riordini idee ed immagini eccovi un piccolo assaggio.

Abbiamo dormito qui


qui



ed anche qui, ma senza Canadair, per fortuna.






Subito, però, un enorme e pubblico ringraziamento a Massimo C. che ci ha fatto scoprire, col suo spirito di conoscenza e condivisione, questi luoghi magnifici, dimostrandosi, oltre che un grande amico, un "capitano" tanto rigoroso nei suoi confronti quanto ospitale e tollerante coi suoi amici.

lunedì 29 giugno 2009

Vele d'Epoca a Napoli

Anche quest'anno a bordo di queste splendide signore del mare.

Prima su questo Camper & Nicholson, il PATIENCE, non una barca qualsiasi, ma 23 metri F.T. di raffinatezza e legni pregiati.



Poi sul MAIT II, uno Sparkman & Stephens costruito nei cantieri Baglietto, un purosangue da corsa, 19 metri di rude bellezza.

Entrambe le barche hanno partecipato al FASTNET, il MAIT II, in quella occasione aveva come ufficiale di rotta un certo Francis Chichester... e non aggiungo altro.

Che dire, quattro giorni emozionanti vissuti in amicizia, con gli amici di sempre e con qualche amico che vediamo solo in queste occasioni.

Come sempre dedico questo post a chi con me ha condiviso questi giorni di Vento, Mare e Sole.


venerdì 29 maggio 2009

Incontri

Quando si dice il caso.

Oggi guardavo con un certo rammarico, dal belvedere prossimo al mio studio, i mini maxi che giungevano alla boa di Santa Lucia. Ero un po' immerso in questa cosa e ecco che incontro un personaggio col quale,
a bordo di un Este 24 ho fatto qualche regata.



Lui si chiama Riccardo, ha inseguito e realizzato un sogno.

E qui trovate tutta la sua storia.

Vi renderete conto di molte cose circa il "sentire" della gente di Mare.

Perciò, Riccardo, grazie e Buon Vento
!

mercoledì 20 maggio 2009

Il Concerto perfetto.

Dunque, parto da non molto lontano e con una domanda.

Se uno, dopo quasi 40 anni di carriera è ancora in grado di fare una cosa come questa, ci sarà un motivo?

Questo concerto, tenuto alla London O2 Arena nel 2008 da Mr. Stevie Wonder, è il concerto.

Cliccate sull'immagine e capirete meglio.


Una voce strepitosa, fior fior di musicisti, Aisha Morris, la figlia, che è nel coro come una vocalist normale (è la figlia di Mister Meraviglia!) e sorride quasi a disagio, mentre il papà intona "Isn't she lovely", 2 ore e mezza di ottima musica, intramontabile, alla faccia di sciacquette e palestrati dell'ultim'ora.

Ascoltate e guardate questo concerto, capirete che gran parte della musica attuale, non solo il RnB e il Soul, derivano dalla musica di Stevie Wonder.

Procuratevi questo DVD, e vi accogerete che non c'è una nota, un suono, un movimento che non sia esattamente quello che deve essere, anche nella sua spontaneità.

Buon ascolto, se vi va.

venerdì 24 aprile 2009

Things happen





Letto su una rivista trimestrale.

" ... non so cosa produca, esporti o venda il Minnesota.
So per certo che 67 anni fa vi nasceva uno dei geni del ventesimo secolo.
Amato, odiato, seguito. Personalità difficile e schiva, paranoica, egoista, scontrosa, ma un vero genio, poeta e musicista.
Dunque, provate a svegliarvi presto al mattino, con qualcosa dentro che vi induce alla malinconia, con quella sensazione di piacevole malessere riflessivo al quale non volete proprio rinunciare.
Bene, fate di meglio, vi mettete gli auricolari nelle orecchie, non vi sarebbe nessun altro posto dove cacciarle, e ascoltate la migliore musica acustica, e sottolineo acustica, che sia mai stata scritta negli anni '60 e '70.
Tutto diventa più chiaro man mano che ascoltate una voce che vi dice di non pensarci due volte, va tutto bene.
Così, lentamente, il sole sorge, la mente si schiarisce, e tutto improvvisamente appare chiaro.
Poi, nella sequenza dei brani, vi coglie un uragano elettrico in piena regola e voi siete lì, e ve lo beccate tutto. Bagnati fradici e scossi, ancora una volta capite che in fin dei conti va tutto bene, è tutto regolare, è così, o è stato così.
Le cose accadono, nel bene e nel male. L' importante è vederle e trarne ispirazione, viverle creativamente e, per quanto possibile, con semplicità.
Don't think twice, it' all right.
Grazie Bob."