
Questo post è dedicato a chi fa regate ma non solo, è un po' tecnico ma credo che risulterà chiaro, almeno nelle sensazioni, a tutti.
GYBE SET?!?!
(C’è peluria di prodieri)
Uno dei problemi che assillano gli equipaggi di dilettanti e semi professionisti -i professionisti, quelli seri, problemi non ne hanno- è la ricerca e la presenza costante a bordo di quel membro dell’equipaggio dotato di atleticità, sveltezza, agilità e senso pratico meglio conosciuto col nome di Prodiere.
Il limite di tale affannosa ricerca è che il prodiere deve essere dotato anche di un altro paio di qualità che paiono sfuggire ai più che si propongono per tale ruolo.
Le qualità in questione sono due: devono avere una pazienza sovrumana per sopportare il pozzetto, e devono essere muti.
L’esperienza mi insegna che per qualunque cosa accada a bordo, indipendentemente da chi ci abbia messo le mani, la colpa è del prodiere: il genoa non passa in virata? Lo spi non è su? Gli stopper delle drizze ‘ inspiegabilmente ’ si aprono e lasciano precipitare le vele in coperta? Il tattico sbaglia un bordo? Il timoniere ha i calli? La lavatrice della portinaia sta allagando il pianerottolo? Il prodiere ne è direttamente responsabile!
C’è però da dire una cosa, se il prodiere pensa che quegli stronzi del pozzetto si divertano a metterlo in difficoltà, ebbene, ha ragione: come si spiegherebbe che cose che sembrano stiano filando assolutamente lisce,
improvvisamente si complicano?
Vi tornano alla mente frasi tipo “fate scorrere il circuito sottovento!”, “ammaina, ammaina, perchè ‘sto cazzo di genoa non scende, no no no, non così veloce”, “alto su, alto su, alto su, alto su,” “recupera”...
Premesso che in molti casi la colpa delle cose che vanno male si potrebbe dividere equamente tra pozzetto e prua, c’è una manovra che se non viene preparata a dovere dal prodiere, e soprattutto, non viene ben compresa, risulta, se sbagliata un vero inestricabile groviglio: il Gybe set.
Appena lo skipper chiama questa manovra, gli equipaggi meno preparati si gelano, alcuni a bordo fanno finta di niente, altri si limano le unghie, altri ancora hanno dimenticato il gas aperto a casa, qualcuno fa il vago...giaibb che?
Altri equipaggi invece, con grande calma e sicurezza si preparano alla manovra...almeno così potrebbe sembrare.
Lasciate che vi racconti come andò ad una prova del Campionato Italiano I.M.S. qualche anno fa.
L’equipaggio era misto, intendo dire una parte autoctona ed una parte ospite, io ero tra gli ospiti. Il prodiere detto ‘er felino’ manifestava una certa sicurezza, grande calma, ed una lentezza esasperante, nonostante ciò, tutto sembrava filar liscio, sembrava..!
Eravamo quintultimi alla boa di bolina, dovevamo inventarci qualcosa per recuperare, il tattico, dopo breve consultazione col timoniere ordina “OK, GYBE SET”. Io che ero lì alle scotte chiedo ai restanti membri dell’equipaggio se sapessero cosa fosse e se tutto fosse in chiaro...”ma scherzi, l’abbiamo fatto mille volte”, “ma che domande vai a fare?”, “e che problema c’è?”, ed io, “ragazzi guardate che se qualcuno ha dubbi lo dica ora che c’è tempo,
fra due lunghezze sarà troppo tardi!”.
Tutti gli uomini dell’equipaggio si guardarono come se stessero per sbarcare in Normandia, il clima a bordo era teso....e allora fu tutto un “Ok. Prodiere ok? Albero ok? Alle scotte ok?, Io mi guardavo attorno e tutti sembravano realmente convinti che tutto fosse ok, anche grazie al fatto che c’erano una certa quantità di pollici in alto ad affermare ‘tutto bene’ ed altrettanti pollici ed indici uniti in cerchio ad affermare ‘tutto ok’
Suggestionato da tutta questa sicurezza collettiva mi convinsi anch’io che la manovra si poteva fare.
Il tattico chiamò le lunghezze dalla boa: “due lunghezze, una lunghezza, ok, stramba di genoa e .................................................Uhm, .....................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................poi, più nulla: il tangone non salì, tantomeno lo spi, la strambata venne completata, ma col due (uomo all’albero) saldamente legato nelle scotte, il tre smadonnava, il timoniere...pure, il randista si asciugava i capelli, io avevo appoggiato le palle sul winch e me le martellavo con la maniglia ...ed il prodiere?, già, il prodiere.
Quello che si riusciva ad intravedere nella fitta ragnatela di alto-basso-drizze-gagliardetti-guidoni-cerate-tangoni-cinture di sicurezza-capelli e cappelli, erano arti, buttati così alla rinfusa...temetti per le sorti di quell’uomo!
Quando la situazione si tranquillizzò finalmente scorgemmo ‘er felino’, crocifisso a testa in giù al tangone, e ci volle tutto il lato di poppa per liberarlo, e vi assicuro, senza il flex fu veramente difficile.
Naturalmente la nostra posizione in regata peggiorò, ma il morale dei nostri avversari migliorò notevolmente, grazie alla nostra splendida performance.
Tutti, credo, dicemmo dentro di noi “lo sapevo”.
A questo punto, un piccolo consiglio: se non siete più che sicuri, convinti, oltre ogni ragionevole dubbio che tutto filerà liscio...NON FATE IL GYBE SET!