giovedì 20 novembre 2008

Imprecazione contro l'imprecazione. (nel titolo del post si nasconde qualcosa)

Due cose sono accadute ieri sera.

La prima c'era da aspettarsela, e la seconda, purtroppo, pure.

Eccovi il resoconto.
Appuntamento all'ora prefissata per la premiazione, ci si vede tutti i premiati al blasonato Circolo. Tutti, forse è eccessivo, infatti non erano presenti i primi arrivati in una classe derive, che, scandalo, corrono per il blasonato Circolo in questione. E questo è un fatto, poi il blasonato Circolo decide di autopremiare un ragazzino che ritengono ingiustamente penalizzato dal comitato e dalla burocrazia del bando di regata della classe optimist. E questo è un altro fatto, passi col dare un contentino al giovane virgulto della vela napoletana, ma perchè tutto quest' applomb? Che si protestino i comitati, le giurie ed i circoli organizzatori. lo dico, perchè non c'è niente di peggio dello sport parlato, noi siamo velisti, non calciatori. Quindi, finita la regata non si rimostra, si agisce, se si vuole utilizzando i mezzi messi a disposizione dalla Federazione Italiana Vela.
Si prosegue con la sobria premiazione delle imbarcazioni ORC/IRC/Grancrociera, piccolo buffet di stantia fritturina all'italiana, buoni solo i mini crocchè di patate, prosecco scognomato, e via.

"Vabè, vogliamo andare a mangiarci una coserellina, e magari ci beviamo pure qualcosa?" Com'è come non è proponiamo un posto già recensito su questo blog.
E qui accade la seconda cosa.
Vi costringerò ad un piccolo sforzo perchè, letteralmente sulla falsariga del post in cui lodavo il ristorante in questione, ora lo colpirò duramente.
E' triste, ma anche un posto normale, in città fatica a rimanere negli standard della normalità.
Intendo dire che in città trovare un posto dove si mangi mediamente in modo anonimo, ma almeno si respira aria di normalità, dove le cose scontate sono un lusso o un privilegio, è praticamente un successo.
Per tre volte siamo stati colpiti dalla semplice qualità del cibo e dalla cortesia del servizio.
Purtroppo il luogo in questione non è riuscito a mantenere il suo "normale" standard e, alla quarta volta, ci ha disatteso.

Procediamo col giochetto della falsariga.
In rosso le correzione e le agiiunte al vecchio post.

Come sempre, accolti con un sorriso, ci siamo accomodati convinti di voler mangiare un filetto con contorno di patate fritte spettacolari, un calice di vino, un dessert e via a dormire.
Accolti da un gestore poco incline al sorriso ed anche un po' tonto ci siamo accomodati nella sala interna dove, con le porte delle cucine aperte, i nostri abiti si sono inevitabilmente impregnati dei fumi della cucina.
Invece, mentre stavo per chiedere esattamente quello che volevo, sono stato fuorviato dal cameriere che mi ha avvertito che lo chef aveva preparato lo "stinco di maiale".
Mentre il cervello, saggimente decideva che il piatto era troppo pesante, data l'ora, la gola, stoltamente, ha chiesto a voce alta "ok, benissimo lo stinco, e mi raccomando le patate fritte, e giacchè ci siamo, anche quelle al cartoccio cotte nel forno a legna".
Pur avendo decantato lo stinco, ieri sera non c'era ed abbiamo ripiegato su una banalissima costata di maiale, le patate fritte erano si uno spettacolo, ma penoso, sapevano di fumo e di stantio, quelle al cartoccio invece, direi evanescenti.
Passiamo ai vini. La lista è stata cambiata, ora figurano vini facili, senza corpo nè personalità, ne scegliamo uno tra i meno deludenti, ma niente, è terminato. Ripieghiamo su una seconda bottiglia, neanche quella era disponibile. Così, come nelle migliori tradizioni della città, ci dobbiamo accontentare di quello che c'è.
Una porcheria pesante e calda che ha reso la notte difficile ed il risveglio doloroso. Aggiungo che come antipasto ci hanno portato fiori di zucca ripieni di ricotta, questa volta acida, ma non volutamente, fritti in pastella.
terribili. Sul dessert ho dovuto desistere dal chiedere la mousse di ricotta vista l'esperienza coi fiori di zucca ed ho ripiegato su cantuccini e vin santo, onesti.
ci hanno offerto un nocino "artigianale" (si fa per dire) e siamo andati via.

Ora, considerando che in città c'era aria di scirocco, che erano ormai le 23,30, e che non sono più un ragazzino, la scelta è stata quantomai azzardata.

Che dire, lo stinco era enorme, gustoso, ben cotto e le patate, ottime, in quantità industriale.

L'ho finito tutto, con calma e non senza un certo sforzo, le patate pure.
Abbiamo pagato, come sempre inaspettatamente poco visti gli standard cittadini e siamo andati a dormire.
Il conto è stato meno economico, ma sempre in linea, e avrei voluto vedere!

La notte l'ho passata quasi interamente a discutere con una certa veemenza con lo stinco, stavamo quasi arrivando alle mani, quando all'improvviso si è placato e finalmente ne ho avuto ragione.

A questo punto due appunti al ristorante:
A questo punto due appunti al ristorante:
1- siete sempre gentili ed affabili ma cercate di essere meno piacioni, anche se è meglio essere leziosi che sgarbati.
1- non siete più gentili ed affabili, ed all'accento un pelino volgare ed a quel TU dato come se fossimo grandi amici preferisco la piacioneria.

2- nella vostra estrema cortesia, perche fate sedere ai vostri tavoli il parcheggiatore (taglieggiatore) abusivo che a fine pasto fuma pure in sala? Cosa c'entra un delinquente con la buona cucina e con la vostra gentilezza?

2- Ora capisco cosa ci fa il personaggio citato, la vostra non è più una buona cucina, e il servizio ha perso molta della su citatata gentilezza.

Concludo pensando che la città da poche certezze, una di queste è la delusione che ci regala ogni volta che qualcosa sembra vada meglio del solito.

P.S. so che il titolare non leggerà questo post, ma ove mai accadesse, gli dico, lei ieri sera non era al suo ristorante ad accoglierci col suo affettato garbo, ma faccia attenzione, perchè quando il gatto non c'è i topi ballano, e canatno pure.

Quindi, mi spiace, siccome io non sono prodigo di complimenti, la delusione avuta mi obbliga ad un doppio pollice verso.




mercoledì 19 novembre 2008

lunedì 17 novembre 2008

Che magnifica prospettiva.


Questa cosetta la scrivo perchè mentre noi facciamo la vela parlata qualcuno viaggia a 15 Nodi verso Capo Horn. Con la prospettiva di dover percorrere ancora più di 21.000 (dico, ventunomila) miglia prima di tagliare il traguardo.

La Regata è la Vendée Globe. Il giro del mondo, senza scalo e su un 60 piedi.

Da soli.

Frase del giorno

Ieri, per radio, aspettando la partenza della regata, il posa-boe al comitato di regata

" Niente(vento) da Zero gradi..."

E due...

Dalle stelle alle stalle
Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco
Chi si loda s'imbroda
ecc ecc ecc...

Tanto per rimarcare la pessima prestazione dell'imbarcazione che solo una settimana fa riposava sugli allori di un primo di classe.

E dire che l'avevo pure detto, gli altri non staranno a guardare e bisognva rimanere concentrati e migliorare.

Invece, la barca era lenta per via di una busta sotto il bulbo, ma a noi il compito di controllare, e non è stato fatto. Il poco e mal disteso vento penalizza la nostra imbarcazione, ma anche l'equipaggio, che ha faticato non poco a mantenere concentrazione e lucidità.

Praticamente una debacle che ci ha portati all'arrivo fuori tempo massimo, ma a dire il vero, della nostra classe ne sono arrivati solo quattro.

E' anche vero che i conti e i resoconti si fanno alla fine e quindi manteniamo un atteggiamento tranquillo, non discutiamone come di calcio.

Alcune precisazioni vanno fatte a proposito de:

1) il campo di regata, disposto malissimo, come mai era capitato in almeno un decennio.

2) la partenza, che non andava data viste le condizioni di vento scarse e i continui salti di 50 gradi. A nulla è servito il cambio di percorso.

3) gli avversari che sono arrivati. A loro i miei complimenti, se sono andati a punti e noi no, sono stati più bravi.

4) un personaggio che guida una barca non in classe con noi. Già avevo avuto modo di parlare di lui, in termini negativi. Ieri ha dato ancora una volta prova di essere un demente.
Ed è un peccato che con lui corrano personaggi degni di stima e simpaticamente competitivi.
Aspetto occasione di incontro dal vivo per chiarire una volta e per tutte che a me, personalmente, il suo atteggiamento presuntuoso e vittimista proprio non mi aggrada.

Un'ultima considerazione, sulla città.
Parigi con la pioggia diventa triste ma romantica, Londra con la pioggia è a suo agio, Napoli no, nè romantica nè a suo agio nè triste, solo più brutta. E siccome le fogne sono perennemente intasate, quando piove, il mare si popola di palloncini grigi e pelosi.

I topi morti affogati nelle fogne.



Pensate un po', la settimana scorsa la tartaruga e questa settimana les rats (in francese sembrano meglio, ma sempre Ratti sono).


Andrà meglio la prossima volta.
Come sempre da qui, un saluto a chi con me ha condiviso questa giornata di Vento, Mare e Onde.



venerdì 14 novembre 2008

Esperimento

Non sarà la prima nè l'ultima volta che qualcuno si finge qualcun'altro su Facebook.
Può capitare di essere contattato da un professore universitario svedese, che in Antartide studia i pinguini saltando su un gommone, e che tornato alla base sorseggia Brandy, e scoprire che è una bufala e che Facebook è una enorme miniera di informazioni per coloro che lo gestiscono. E che sui social network tutti possono essere tutto. Facciamo attenzione. E sveglia!

Questa foto è impossibile, visti i diversi poli nei quali vivono le due specie in questione.
Ma pare che in Antartide sia la migliore sveglia disponibile.


Non che i blog siano tanto differenti, ma ci pensate? Se non si impostano regole di privacy, cosa che i più non fanno, venite a sapere di tutti i fatti, le discussioni e quant'altro che sono intercorsi tra utenti.

Quasi quasi chiudo pure il blog.




giovedì 13 novembre 2008

Visto che c'è chi non si accontenta...

Non gli è bastato che gli dedicassi un post, quello del dentice, non gli è bastato che parlassi delle cene a casa sua e che mi complimentassi per le sue doti di pescatore, non gli è bastato che parlassi di mare e che gli rispondessi , non gli è bastato che gli abbia consentito incursioni nel blog senza che lasciasse commenti o si palesasse. Ora mi chiama pure a casa lamentandosi che non ho risposto al suo ragionato ed articolato commento a proposito del post precedente. Ed aggiungo che ha esordito, al telefono, dicendo "...ma come? rispondi solo alle critiche?...".
Naturalmente non è così, ma quando si ha poi l'occasione di discutere da vicino di certe cose e quando si condividono certi interessi, come il mare a 360 gradi (anche se io non amo pascare a traina, ma godo volentieri del pescato di G.), il mio commento qui è superfluo.

Grazie sempre all'amico G. che voleva questa risposta e del quale pubblicherò un'altra sua foto (per ora è nell'altro computer), sempre come tributo e sempre dedicata a chi non crede che G. sia un grande pescatore ed un ottimo uomo di mare, forse un pelino invadente ed estenuante, ma, anche con lui, 1000 regate insieme.

VA BENE ORA?

martedì 11 novembre 2008

BASTA!


Premesso che più volte, da questo blog e dal vivo, ho asserito che due categorie per me sono intoccabili, bambini e animali, e visto che qui si parla di mare e che di bambini si parla spesso altrove, scrivo per una questione che mi comincia a far innervosire.

Prendo spunto dalla morte, per tristezza, di delfini in cattività.

Ieri sera sentivo un biologo marino, un delinquente farabutto, che asseriva che il delfino in cattività si diverte e gli fa bene l'allenamento.

Ora, a parte che io vorrei vedere lui a dover fare cose che non farebbe neanche sotto tortura, mi chiedo, ma come si fa a dire una cosa del genere?

Persino l'allenatore, ormai settantenne, dei mitici delfini Flipper (ne furono impiegati 5) si è pentito ed ora non può entrare in nessun seaquarium, perchè è un attivista che si batte per la chiusura di questi campi di concentramento per mammiferi marini.

Non basta quello che combinano i jap con balene e delfini, quello che fanno i norvegesi, e quello che accade nelle Faer Oer.


Ci dobbiamo aggiungere pure
gli zoo marini? E quella faccia da deficiente del ragazzino che non da le caramelle al delfino perchè è curioso?
No, non ci sto.

L'unica possibilità per combattere tale scempio è il non frequentare, nè pubblicizzare, nè enfatizzare questi spettacoli e questi luoghi.

Chi, come me, ha la fortuna di andar per mare, ben sa che emozione si prova a vedere cetacei in libertà, i delfini durante una regata sono uno spettacolo che riempie l'anima. Per inciso, domenica, in regata, abbiamo avvistato a pochi metri una Caretta Caretta.

Quindi, basta con questi scempi, basta con i biologi marini deficienti e pagati da chissà chi, basta con gli spettacoli negli acquari marini, basta con i bambini dementi che partono lasciando solo il delfino curioso.

Aggiungo che da un punto di vista evoluzionistico, il delfino è un animale che dalla terraferma si è trasferito in mare.

Un animale che ha compiuto una tale evoluzione, secondo voi, veramente si diverte a stare in una piscina per far divertire gli esseri umani?

Direi di no.

E guardate, che il preoccuparsi di queste cose è importante, perdere di vista il rispetto per l'ambiente e gli animali contribuisce all'imbarbarimento culturale verso cui stiamo andando.

Ad un noto ecologista chiesero una volta a cosa servissero gli animali e perchè preoccuparsi della loro estinzione, la risposta fu "...a che cosa servono Bach e Mozart?..."


mercoledì 5 novembre 2008

44



Un tributo al mio amico G.

Ho più volte scritto delle cene a base di pesce pescato dall'amico G.

Siccome io adoro il dentice, questa la devo proprio pubblicare.



G., grazie e complimenti, e vedrai che la raccomandazione servirà, prima o poi pescherai quella lì...

martedì 4 novembre 2008

L'inutilità

il pallone (s)gonfiato

Ricordo che tempo fa, su Rai 3 trasmettevano "Lezioni di Design", programma condotto da un paradossale e entusiasticamente divulgativo Ugo Gregoretti, lì, ho potuto vedere e sentire interviste ad autentici geni del Design.
In più, sempre anni fa, trasmettevano "Circolo Pickwick", con Baricco, e "Totem", sempre di e con Baricco.
Ora io non mi voglio atteggiare ad intellettuale, ma a parte il divertente ed affascinante "Passepartout" di d'Averio, c'è il vuoto.
Anzi, peggio, stamattina per la prima volta mi sono imbattuto in "Buongiorno Regione". Contenitore mattutino regionale che offre un servizio di informazione locale in uno studio azzurro e rosa con una gnocca che distribuisce linea e collegamenti ai vari inviati. A parte i discutibili colori di sfondo dello studio che meglio si adatterebbero al nido di un reparto maternità di cliniche private, indovinate che cosa ho scoperto sull'utilissimo Buongiorno Regione:
che alle 7,30 del mattino la Tangenziale di Napoli e tutta la città sono bloccate dal traffico, e che sempre a quell'ora, il Maschio Angioino, uno dei simboli della città, si sta svegliando (!??!?), e che, lì vicino, è pronto il servizio di autobus turistici scoperti che scarrozzano turisti nelle "bellezze cittadine", tra cumuli di spazzatura e strade interrotte per cantieri e lavori in corso.

Grazie Rai3, e grazie a Minoli che col suo faccione rassicurante ammicca all'inizio delle telenovele di noialtri, quelle esasperanti facce da dementi che popolano la fiction di Rai3 tra le 20,15 e 20,45.

Minoli, io che grazie a te ho scoperto che l'estinzione dei dinosauri avvenne ad opera dei nazisti con l'aiuto della banda della Magliana (mi spiego, i tre argomenti ossessivamente ripetuti da RaiEducational), ora ti devo vedere sorridere dallo schermo, invogliandomi ad interessarmi alle vicende familiari di un branco di nullità.

Grazie Rai3!


Ora è tutto chiaro.

Se vi va, leggete "I Barbari", capirete anche voi molte cose o troverete conforto a quello che già pensate (non sareste qui del resto).

E grazie all'amica G. che, sopravvalutandomi, mi ha donato il libro.

sabato 1 novembre 2008

Ciclisti...

Strike!


Ho praticato innumerevoli sport, Nuoto e Canottaggio nell'età dello sviluppo, e poi Judo, troppo rigore, no, basket, troppo basso, impossibile, ho giocato a Rugby per quasi otto anni, fino a quando non sono urtato contro un essere umano molto più coriaceo di me, una specie di muro che mi ha lasciato senza conoscenza a terra.

E chiaramente Vela, tanta Vela.

E ho percorso centinaia di chilometri in bicicletta, fino ai 18 anni, in Penisola Sorrentina, parlo di più di 25 anni fa. Che meraviglia pedalare faticosamente fin su, al Monastero del Deserto, a Sant'Agata sui due Golfi, per poi scendere a palla fino alla spiaggia di Alimuri e distrutti e stanchi, buttarsi a mare.

Ora, io mi chiedo:
ma veramente i nuovi ciclisti cittadini trovano salutare pedalare nel traffico e con lo smog respirato a pieni polmoni?

Senza contare che rallentano il traffico e rappresentano un pericolo per chi è in moto o in auto.

Tutto ciò in una città che non è predisposta al ciclista, nè da un punto di vista strutturale nè da quello civico.

Io i ciclisti di città non li sopporto.

Non so perchè mi viene in mente Oscar Wilde che disse " chi si cura con l'enciclopedia medica merita di morire per un refuso di stampa".

Non riesco a trovare una parafrasi, aiutatemi voi, anche se, naturalmente, non mi auguro la morte di nessuno, sia chiaro.

venerdì 31 ottobre 2008

Finalmente!


Finalmente mi è arrivato, è perfetto, fa tutto quello che vi aspettate da un telefono, e molto, molto di più.
Inserisci link
Non è propriamente economico, ma ne vale la pena.

C'è da perderci la testa, ma alla fine fa cose inaspettate, sul serio.

Se volete saperne di più andate QUI'

giovedì 30 ottobre 2008

Universo parallelo 2

E sempre a proposito di universi paralleli, c'è un quartiere, in città, dove è obbligatorio togliersi il casco, per farsi rionoscere e per non passare per stupido.
Un quartiere, dove chi attraversa la strada, lo fa senza guardare, hai visto mai che vada sotto un auto e si sistema lui e tutta la famiglia.
Un quartiere dove chi deve immettersi nel senso di marcia opposto al tuo, non aspetta e si avvia, con qualsiasi mezzo di locomozione, nel tuo stesso senso di marcia, fino a che trova un varco e finalmente "regolarizza" la sua posizione.
Un quartiere, dove lo scooter è un appendice del corpo umano, si fa tutto inforcando lo scooter, si parla al cellulare, si prende il caffè, si compra il giornale, si mangia, ci si veste...

Tant'è.

Universo parallelo

Forse, chi decide e stabilisce le regole, non si rende conto che in alcune città esiste una realtà parallela, non confinante, ma come un altro universo, separato dal precedente mediante un buco nero. Entri nell'antimateria e ti ritrovi in un mondo al contrario, dove ciò che dovrebbe essere bello è brutto, ciò che è giusto è sbagliato, ciò che è legale è illegale.
Allora, riferendomi a QUESTO (se avete due minuti leggetelo), un cittadino normale, non dico modello, nessuno lo è mai, come deve prenderla?
In alcune città, le regole non esistono e soprattutto nessuno si è neanche scusato di far vivere i cittadini nella spazzatura che per anni è rimasta nelle strade, nessun quartiere escluso. Ed ora mi devo preoccupare di non inquinare e rischiare il carcere se trasgredisco ad un divieto?
I provvedimenti antiinquinamento sono giusti, ma la minaccia del carcere no.

E mi sono mantenuto calmo.

martedì 28 ottobre 2008

e sempre a proposito di barche...


... ecco un pannello in cemento che campeggia nell'ufficio di rappresentanza napoletano di uno dei cantieri italiani più prestigiosi.

Speed

Devo dire, e qualcuno se ne sarà accorto, che amo il mare, mi piace andare a vela, il che , non sempre significa andare lentamente,



ma mi piace anche la velocità, e se questa è raggiunta nel rispetto della natura e delle regole, ben venga.

Questo post è un piccolo omaggio, che spero gradirà, per il mio amico G.

Questa è la sua nuova barca con la quale si appresta a competere credo nella
classe 3/C (categoria 2 litri) se sbaglio mi corregga
. Non vi dico il suo palmares, sappiate che G. è bravo.



Non solo, è un ottimo velista, calmo e attento e un buon uomo di mare, lo so perchè su questo blog ci viene spesso e un pensiero lo ha lasciato proprio dove avrei voluto.

Non aggiungo altro.

lunedì 27 ottobre 2008

Per inciso...

... ieri si è disputata l'ultima prova del campionato autunnale degli sprovveduti, a parte che il campo di regata era disposto (eufemisticamente) maluccio, spostare una boa è effettivamente chiedere troppo ad un comitato che cerca di ritrovare se stesso.
Ma, si sa, quelli là sono così, basta che stiano tutti per mare a regatare (parola grossa), così, con il vergognoso sistema del punteggio, si guadagnano il posto barca, e non ci si spiega come mai qualcuno il posto in banchina lo possiede anche senza fare regate.

Ad ogni modo, tra un dragamine della II Guerra Mondiale, qualche feluca, un paio di rottami indecenti e degli scavafondo che non si possono guardare (e qualcuno che ieri era a bordo con noi avrebbe parole di riguardo...) , c'eravamo anche noi, e nella nostra classe anche il nuovissimo X-41 OD e il velocissimo prototipo di 37 piedi che non mi piace nominare per non fare pubblicità.

Primi di classe ed overall. Ma è stato come sparare sulla Croce Rossa, quindi non ce ne vantiamo. Abbiamo capito però che la barca va e può vincere su modelli più grandi. Ma si deve fare attenzione ed essere concentrati, ognuno al proprio ruolo.

Come sempre da qui, un saluto a chi con me ha condiviso Vento, Mare e Onde.
Ed anche a chi non c'era ma ci sarebbe dovuto essere.

P.S. Sottolineo, che sono le 13:04, e sul sito ufficiale degli sprovveduti ancora non sono apparse le classifiche, nè provvisorie nè definitive, e chissà se appariranno mai...


Qualcuno mi spieghi

Chiedo scusa, io già non sopporto i social network, ma qualcuno mi spiega a che cosa serve FACEBOOK?

Perchè mai dovrei diventare amico di qualcuno on line e condividere cosa?
Mi arrivano mail di amici che mi invitano a di visualizzare il loro profilo sul network, altri mi scrivono "ma come, non hai un profilo su FACEBOOK? Ma sei un pazzo!"

Io veramente non capisco. OK mi sono iscritto, ed ora?

Mi cancello subito!



sabato 18 ottobre 2008

Differenze ed Interrogativi

Chiedo aiuto a lei
e lo faccio da qui.

Siccome è una persona attenta e intelligente capirà cosa sto per dire.

Come si fa a sostituire un raffinato, colto e interessante personaggio (e qui parlo di uomini, persone, non di politica) con una distratta, egocentrica, stupida sciacquetta?

L'indizio lo trovate rivedendo le "vandaliche occupazioni"

Io, veramente, non ho parole!

Su questo blog, quando possibile, si discute anche di stile, o come direbbero gli anglosassoni di lifestyle, e non è possibile ascoltare la voce di una che ha scritto un paio di libri e si traveste da intellettualefemministapseudopentitamanontroppo
radicalchiclowprofilemiatteggiounpotroppo.

Giuro che non scriverò mai più di queste cose, ma ribadisco la richiesta d'aiuto fatta alla lei del primo rigo, che sul suo blog scrive sanza peli sulla lingua.

Un grazie da qui.

lunedì 13 ottobre 2008

Volete vincere? Lasciate perdere...

Che sia Nord, Sud, Metallica, o... Navale è sempre una cosa poco chiara, non ben definita, opaca, e grazie a questa opacità, per l'ennesima volta ha dimostrato quanto vale, fanno sparire dati che sfavorivano qualcuno e ne fanno apparire altri, insomma fanno un sacco di operazioni in buona fede, sicuramente, ma mai una volta che uno vinca e non ci sia da ridire qualcosa.

E tutto senza una parola di scuse.

A me, di andar per mare e fare le regate così non piace proprio e non credo di essere il solo.

Un consiglio, ci vogliamo organizzare meglio e fare le cose per bene ed alla luce del sole?

O le regate si fanno così, solo per andar per mare? Se è così organizziamo una bella gita in barca con frittate di maccheroni e panini con la cotoletta.

Le regate sono un'altra cosa, c'è chi impegna denaro, tempo ed energie e a volte sembra tutto sprecato.

Come sempre un grazie a chi con me ha condiviso questi due giorni di Mare, Vento e Onde (con onestà!).

venerdì 10 ottobre 2008

Quiz fotografico 2


Date un volto a questi occhi, la realtà non è sempre come sembra.



Questo è il secondo quiz fotografico che propongo.
Ne ho già fatto uno, se vi va, andatelo a cercare.

Ora io potrei anche mettere in palio One Million Euros, ma non lo farò, perchè è troppo facile.

Un saluto e buon divertimento.

venerdì 3 ottobre 2008

La nuova legge

Le nuove norme anti terrorismo, o anti qualcosa hanno impedito di imbarcare in aereo, e, di conseguenza, farmi arrivare, dall'Olanda, quest'oggettino qui.

Questa è Sua Maestà Torta di Mele, o, come si chiama in Olanda, Appletaarte.

Non una qualsiasi, ma quella di DUDOK.

Ora, se per caso vi capita di andare in Olanda, e precisamente a Rotterdam, Arnhem o Den Haag, allora dovete andare da Dudoc, a digiuno, e chiedere questa prelibatezza, con double cream, e poi mi fate sapere.

Vi verrà servito un mattone di pasta frolla croccante, leggermente panata alla cannella, con un ripieno sbalorditivo. Al primo assaggio resterete colpiti, l'unica espressione sarà quella di meraviglia, e tra i vostri commensali sarà tutto un "non è possibile, troppo buona, ma che sapore...."

Appunto dico, si fa presto a dire torta di mele.


Ciao Mimì...


Ieri se ne andato, per l'ultima bevuta, Mimì Manzon.
Pioniere del giornalismo enogastronomico campano.

Soprattutto un galantuomo, un uomo gentile e colto, che senza fronzoli e falsi intellettualismi, si occupava di gastronomia e vino come solo un vero napoletano, di quelli che non ce ne sono più, sa fare.

Sicuro che da qualche parte ti abbiano riservato il miglior posto in sala,
ti saluto Mimì.

mercoledì 1 ottobre 2008

Non ci si può fidare degli svedesi

L'immagine qui sopra è stata elaborata dal sottoscritto che non si assume responsabilità per l'uso improprio al di fuori di questo blog.
IKEA SOLA FREGATURA SCARSA QUALITA

Ammetto di essere di parte, ma occupandomi di design, e soprattutto, cercando di fornire oggetti che durino nel tempo, io sono contro quel supermercato svedese di mobili e accessori che tutti conosciamo. Ammetto pure che, a volte, risolve problemi temporanei e che alcune soluzioni sono divertenti, ed aggiungo che il titolare del supermercato è un genio del marketing e della globalizzazione.

Tra i vari articoli che, sottolineo, non comprerei mai, ce n'è uno che invece ho comprato con assiduità e paranoica sindrome da acquisto compulsivo:
Le LANTCHIP, per intenderci, le patatine fritte in sacchetto.

Purtroppo però, come fanno personaggi ben più loschi, prima ti fanno abituare ad un prodotto, ti assuefano, e poi te lo tolgono e lo sostituiscono con uno che somiglia a
quel prodotto, ma non E' quel prodotto.

Ora, mi chiedo:
se è vero che il geniale svedese 15 anni fa vendeva mobili di legno ed ora li vende di cartone compresso, con che cosa ha sostituito la materia prima per le sue "nuove" patatine fritte in sacchetto?

"Carissimo SVEN (perdonatemi la banalità), hai perso un cliente, forse ne hai guadagnati 1000 altri che non colgono la differenza, ma a noi non la fai! E questo la dice lunga sulla tua tanto decantata correttezza."

Una richiesta a tutti voi, boicottate le "nuove" patatine dello svedese e incominciamo a farcele in casa, le patatine fritte.
Nei prossimi post la ricetta di un grande della gastronomia per avere patatine fritte eccezionali che lui prepara alla figlia.

E ho detto tutto.


Ma chi me lo ha fatto fare...


Lo so lo so, chi è causa del suo mal pianga se stesso.

La gola ha deciso e...

Ieri sera, dopo una riunione terminata alle 23,00, la fame si è fatta sentire, così siamo andati a mangiare in un ristorante del quale ho gia parlato in termini cordiali e positivi.
Come sempre, accolti con un sorriso, ci siamo accomodati convinti di voler mangiare un filetto con contorno di patate fritte spettacolari, un calice di vino, un dessert e via a dormire.
Invece, mentre stavo per chiedere esattamente quello che volevo, sono stato fuorviato dal cameriere che mi ha avvertito che lo chef aveva preparato lo "stinco di maiale". Mentre il cervello, saggimente decideva che il piatto era troppo pesante, data l'ora, la gola, stoltamente, ha chiesto a voce alta "ok, benissimo lo stinco, e mi raccomando le patate fritte, e giacchè ci siamo, anche quelle al cartoccio cotte nel forno a legna".

Ora, considerando che in città c'era aria di scirocco, che erano ormai le 23,30, e che non sono più un ragazzino, la scelta è stata quantomai azzardata.

Che dire, lo stinco era enorme, gustoso, ben cotto e le patate, ottime, in quantità industriale.

L'ho finito tutto, con calma e non senza un certo sforzo, le patate pure.
Abbiamo pagato, come sempre inaspettatamente poco visti gli standard cittadini e siamo andati a dormire.

La notte l'ho passata quasi interamente a discutere con una certa veemenza con lo stinco, stavamo quasi arrivando alle mani, quando all'improvviso si è placato e finalmente ne ho avuto ragione.

A questo punto due appunti al ristorante:
1- siete sempre gentili ed affabili ma cercate di essere meno piacioni, anche se è meglio essere leziosi che sgarbati.
2- nella vostra estrema cortesia, perche fate sedere ai vostri tavoli il parcheggiatore (taglieggiatore) abusivo che a fine pasto fuma pure in sala? Cosa c'entra un delinquente con la buona cucina e con la vostra gentilezza?

A me invece l'appunto lo faccio di monito:
Non ti azzardare mai più a scegliere lo stinco di maiale se non ci sono - 4 gradi e se non sei sicuro di restare sveglio, magari partecipando alla maratona, almeno nelle successive sei ore.

Comunque, visto che ora sono qui a scriverne, e stasera "risotto thai", posso affermare con assoluta certezza che ne è valsa la pena.







martedì 30 settembre 2008

Per il momento...


... non mi sento di scrivere circa il mondiale X-35 appena conclusosi a Cala Galera. Troppe cose sono accadute. Perciò, chi si aspetta un commento a caldo, rimarrà deluso. Raccolgo le idee e poi ne riparliamo. Per il momento solo un piccolo commento sul nulla nel quale eravamo immersi:
il non mare della laguna di Orbetello,
il non pesce della laguna di Orbetello,
la non cucina della laguna di Orbetello,
il non paese di Orbetello,
il nulla della piazza di Orbetello che accoglie la peggiore edilizia popolare insieme con il Palazzo del Vicerè.

Fortunatamente, il vento ed il campo di regata a Cala Galera, hanno compensato il nulla nel quale eravamo immersi.

Per ora, come sempre, un grazie a chi con me ha condiviso questa settimana di Vento, Mare e Sole.

Ed aggiungo, a noi è andata bene, c'è chi ha dormito in compagnia di un simpatico topino che si nascondeva tra i sacchi delle vele...

giovedì 18 settembre 2008

Quiz per appassionati velisti napoletani.

Chi sa risolvere questo complicato quiz?
Per il momento nessun aiuto.
Poi si vedrà...



R.M.D.A + A.P. = La classe non è sicuramente acqua...di mare.
(meno male che il canotto era gonfio!)

Naturalmente, se mai qualcuno si cimenterà, e l'enigma verrà risolto, mi farò come sempre qualche altro nemico.

Un piccolo aiuto ve lo do comunque:
anche se qualcuno mi taccia di essere snob, io odio lo snobbismo, soprattutto di certi ambienti... eh eh eh!

Voglio proprio vedere cosa hanno commentato al
gerontocomio delle alci.

lunedì 15 settembre 2008

Caprese? No Torta di mandorle


Cominciamo a riscrivere, non senza una vena di polemica. In realtà si tratta solo di una precisazione. E' lo spunto per complimentarmi con l'amica F. per averci fatto assaggiare una "torta di mandorle" di altissimo livello, che, se appena fatta dimostra di essere molto buona, il giorno dopo è praticamente perfetta.

Ora, non a caso l'ho chiamata torta di mandorle, infatti, la precisazione nasce dal colloquio intercorso tra me ed una cuoca caprese doc. Ella, non senza un certo garbato risentimento, mi chiarì che se a Capri chiedete una caprese vi serviranno pomodori e mozzarella, e, se vi aspettavate quella delizia a base di mandorle e cacao, avreste dovuto chiedere una torta di mandorle. Attenzione però, perchè è solo a Capri che tale torta si chiama così e contiene il cacao. Altrove, la Torta di mandorle, è spesso una stucchevole e umida torta a base di pasta di mandorle, che nulla ha a che vedere con quell'essenziale capolavoro della cucina caprese.

Poi, col tempo si è finito col chiamarla Torta Caprese, per non incorrere in errori e, probabilmente per facilità.

Non sono un linguista, nè un semantico, ma ricordo sempre con affetto quella cuoca che mi spiegò la differenza, ringraziandola per avermi fatto provare la sua Torta di Mandorle, strepitosa.

All'amica F. invece, va il ringraziamento per l'ottima cena ed i miei complimenti per la sua perfetta "Torta Caprese", che deve essere preparata un giorno prima, e che grazie a quel suo riposare dolcemente in dispensa, a quel suo rilassarsi nell'oscurità del cacao, vi regalerà l'appagante sensazione della perfetta semplicità.

giovedì 24 luglio 2008

dedicato a chi...


Questo disegno a china l'ho eseguito l'anno scorso durante la nostra solita crociera alle Pontine.
Ventotene è sempre lì, per fortuna.

martedì 15 luglio 2008

Pranzo con pasticche...(dei freni)

Il meccanico delle mie moto è un amico ed un serio professionista. E' disponibile, accorto e fidato.
Se poi capita che per un errore di orari disposti per il ritiro della moto, lo troviate a pranzo, allora si pranza con lui.

La cosa è andata così:
arrivo alle 14,45 in officina, sembra chiusa, ma avvicinandomi noto che al di la dei vetri, seduti attorno ad un improvvisato desco (una tavola di legno appoggiata tra due pedane), ci sono la moglie di S. il meccanico, S. e M. l'aiuto del mio amico meccanico. Chiamare M. aiuto è riduttivo, anche lui, come S. è competente cordiale e disponibile.
La signora C. mi impone di sedere con loro e mi fa dare una sbirciatina nel Tapperware, non credevo ai miei occhi, totanetti piselli e patate. "no grazie, non posso accettare, ma vi prego, veramente...e va bene, solo un assaggio". Ebbene, quei totanetti avevano un sapore straordinario, teneri e dolci, cotti a puntino, e vai col bis. mi sono fermato ai totanetti, ma gli altri hanno concluso, come nelle migliori tradizioni, con una noce di grana. Non mi sono fatto negare un bicchierino di grappa gelata che S. custodisce in frigo.

Quando si dice "i casi della vita", mi sono sentito a casa.

Che dire, pare che oggi si replicasse con le alici fritte, ma io non potevo muovermi dallo studio.
Perciò, a S., alla sua gentile consorte ed a M., da parte mia, un grazie e un Buon Appetito.

Alla Prossima

Carlo

La cena impertinente

F. se l'aspetta, ed io con piacere ne scrivo.
Per festeggiare la fine di un campionato italiano al quale purtroppo non ho potuto partecipare, F. ci ha invitati tutti a cena sul suo terrazzo.
Come sempre l'accoglienza di casa de G. è amichevole e gioviale. Oltre che da un branco di gatti, siamo accolti informalmente e calorosamente dai padroni di casa.
E' sempre un piacere ritrovare la famiglia de G.
F., preoccupatissima (a torto) del mio giudizio, indaffaratissima ai fornelli. La nostra amica non sa che se una cena è preparata con ingredienti come "amicizia, partecipazione, affetto e discrezione" non c'è giudizio che tenga e vanno bene anche due fili al filetto di pomodoro.
Nonostante ciò, dopo aver accolto anche l'amico A. che si è presentato con una anonima e scialba autovettura (?!?) e l'amico D. assolutamente disteso e serafico , anche se la sua barca ha un buco nella murata
(noblesse...), ci sediamo a tavola.

Farfalle ai peperoni che personalmente ho gradito molto anche perchè mangiate calde, seguite da un raffinato ed equilibrato risotto freddo alla menta con salsa al pomodoro fresco bollente. Acidità, dolcezza, frescezza e calore ben dosati, un piatto sul quale consiglio F. di puntare spesso.

Saliamo di livello ed affrontiamo un non proprio estivo maiale all'arancia, con una squisita salsina e scorzette d'agrumi, molto raffinato e leggero anche ad inizio estate. Sta di fatto che, "estivo o non estivo", me ne sono fatto fuori una decina di fette.

Ma l'apice lo si è raggiunto coi dolci. Mi soffermo sui sapori perfetti della pannacotta e dello "Sguaragnaus". Purtroppo la Pannacotta ai frutti di bosco era riconoscibile, ma lo Sguaragnaus aveva un aspetto non propriamente ortodosso. F. e tutti gli amici presenti sanno a cosa mi riferisco.

Che dire, è andato tutto benissimo, abbiamo spazzolato tutto e bevuto equamente.
Piccola nota di biasimo, ma non a F. (e così mi faccio l'ennesimo nemico): a chi viene in mente di portare spumante dolce ad una cena estiva tra amici?
Dico io, esiste il Moscato passito di Pantelleria da servire freddo, il Rum, ampiamente bevuto nei caldi luoghi d'origine, lo Champagne, e invece no... lo spumante dolce, che orrore.

A F. va un ringraziamento ed un incoraggiamento, in attesa della Torta Caprese, a bordo del Pangui.

Questo il mio modesto contributo alla cena tra amici o meglio a-mici.


martedì 8 luglio 2008

Considerazione.


Io adoro il mare. Lo vivo con tutte le mie forze, lo respiro e lo rispetto.
Allora accade che, se per motivi contingenti, mi viene impedito di viverlo, soffro.
E mi sorprende vedere la Baia di Napoli, svoltata una curva.
Quella distesa azzurra punteggiata di barche è li a dire "tranquillo Carlo, io sono qui che aspetto, e ci sarò anche dopo di te".
E questo mi conforta.

lunedì 23 giugno 2008

AGGIORNAMENTI

Se la Cooking Division, la mia iniziativa di chef a domicilio e organizzazione di eventi gastronomici, sta andando a gonfie vele lo devo alle persone che mi aiutano e mi incoraggiano.

Chi mi aiuta è un equipe di servizio di altissimo livello e professionalità, e vi garantisco che il poter contare su tali persone è fondamentale. L'organizzazione, la capacità di problem solving del servizio professionale si nota sia da parte mia che l'evento l'organizzo, che da parte del cliente che invece dell'evento usufruisce.
Quindi un grazie a loro con tutta la mia ammirazione.

Un secondo ringraziamento, va all'amico O.T. che ho conosciuto a casa di amici e mi ha elargito preziosi consigli ed il numero di telefono della persona alla quale va il mio più grande GRAZIE:
La Cuoca della porta Accanto che mi ha dato, e mi darà preziosi consigli e suggerimenti, senza remore, in modo assolutamente naturale e senza vedermi come un concorrente ma come un amico con la stessa passione, perciò, grazie Viviana.

Sentivo di volerlo fare e l'ho fatto.

Ancora un grazie a tutti voi e a tutti coloro che vorranno unirsi alla brigata.

Carlo


lunedì 16 giugno 2008

Premiati


Venerdì scorso, nella splendida cornice dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli, si è svolta la premiazione del 37 Campionato Invernale Vela d'Altura della V Zona.

Come sempre l'accoglienza in Accademia è stata gioviale e cortese. Gli uomini dell'Aeronautica Militare sono dei gentlemen, e il loro atteggiamento è sempre ospitale.

La premiazione è stata seguita da una cena adeguata all'evento.

Giochi pirotecnici hanno concluso la serata.

Elementi di nota:

1) L'amico G. in divisa era uno "spettacolo". Ho visto l'amico G. pettinato con la riga in due sole occasioni, questa ed il giorno del suo matrimonio.
2) L'amico A. elegantissimo con la sua camicia di lino bianca ed una raffinata giacca millerighe. Un classico dell'eleganza napoletana.
3) L'amico G2. assolutamente avulso dal contesto delle regate.
4) L'inutile ed antisportiva rimostranza di un regatante che, credendo di essere un grande campione, e non lo è, dimostrando assoluta presunzione e infantilismo, ci ha fatto capire quanto vale come uomo. ZERO.

Questo è quanto e scusate se non mi dilungo.

Come sempre un abbraccio a tutti gli amici con i quali ho condiviso vento, sole e mare di questo campionato che ci ha visti premiati col terzo posto.

P.S. Complimenti anche agli Amici Impertinenti per il loro piazzamento d'onore.


mercoledì 11 giugno 2008

Questa merita

Per vari motivi non ho tempo, ma sapendo che molti amici velisti attendono qualcosa, eccoli accontentati.
Per il momento è tutto.


giovedì 5 giugno 2008

A style o preferite E(qual) style?

E' possibile essere volgari e guadagnarci pure?
Pare di si, considerato chi ha inventato questo logo:





Allora, se permettete io metto in vendita questo:

ho rimosso l'immagine perchè me la copiano


mercoledì 4 giugno 2008

Le Grand Bluff


Capri carlo olivari regate paintings sale wind olivariidea
Acquerello del sottoscritto dedicato all'Isola delle Sirene
(nonostante tutto)


L'isola è commoventemente bella, strepitosa da un punto di vista paesaggistico e naturalistico. Il campo di regata è unico.
Regatare nel golfo è un'emozione.
Punto.
Capri è magnifica, peccato che:
1. Una volta sbarcati dall'aliscafo ci mettete più di mezz'ora per attraversare il pontile perchè, nonostante la fama dell'isola, non hanno provveduto a disporre corsie per la gente che va e quella che viene.
2. L'unico mezzo per salire in paese è la funicolare che è sempre affollatissima, i biglietti si fanno a 50 metri di distanza e l'ultima corsa è alle 22,30. Dopo di che scatta lo scorticamento dei tassì, a meno che non vogliate inscatolarvi in un bus che percorre il tragitto sballottolandovi come un flipper.
3. Per mangiare dignitosamente e sperare in un buon servizio, se da Verginiello (buon rapporto qualità prezzo) non trovate posto, siete costretti a pagare 10 euro a mazzancolla presso un rinomato ristorante del posto.

4. In un porto dove si paga una cifra impressionante si è accolti alla toilette pubblica da una cafonissima vecchia alla quale devi elargire l'obolo per aver usato un infetto cesso.

5. E' tutto un andirivieni di persone che guardano inebetiti le borsette di uittòn e le vetrine di Cartiè.

6. Di raffinati intellettuali sull'isola neanche l'ombra.

7. Quasi, e dico quasi, tutti quelli che lavorano al meccanismo turistico sembrano messi lì per estorcere denaro e non per fornire coscienziosamente servizi.

E mi fermo.

Meno male che ci sono G.e G. che mi rendono, con la loro amicizia, il soggiorno sull'isola molto piacevole.

Con affetto e riconoscenza a tutti gli amici con i quali, come sempre ho condiviso Mare, sole e vento.

P.S. Aspetto Hannibal, e vacci piano. E Mortimer, che so condividerà.


Ah dimenticavo, se non trovate questo post SNOB,

vi sbagliate.

LO E'!

martedì 3 giugno 2008

Siamo tornati...

... dalla Rolex Sailing Week, a Capri.

Tutto bene, tutto bene...

Ci credete?

Ne parliamo più in là...

lunedì 26 maggio 2008

Dedicato a chi...

Liberamente tratto da Wikipedia

"Categoria di persone che imitano i modi ed il modo di vivere di classi sociali superiori, atteggiandosi in maniera raffinata e altezzosa. Per estensione il termine è utilizzato per identificare una classe di persone, anche di rango elevato, che ostentano altezzosità o disprezzo verso le classi o i gruppi di persone che considerano inferiori o plebee. Nella storia tali personaggi venivano identificati come coloro che, pur non avendo titolo nobiliare, stavano a stretto contatto con l'aristocrazia del tempo."

Se vi appaio così, evidentemente non so trasferire con la scrittura il mio pensiero.

Se a qualcuno appaio così, evidentemente soffre di un complesso di inferiorità.

Se a qualcuno appaio così, evidentemente è rimasto temporalmente indietro.

Se poi apprezzare il buon gusto, la raffinatezza della semplicità, le cose belle e buone della vita, la buona educazione e la correttezza vuol dire essere così,

allora si,
SONO così.


sabato 24 maggio 2008

Una volta tanto





Premesso che, per gli amici e i ristoratori, passo per un rompiscatole (uso un eufemismo), ieri, una volta tanto, al ristorante è andata bene.

Ancora una precisazione e poi vi dico. Non vado volentieri a mangiare fuori, mi concedo qualche lusso, poche volte all'anno, per quelle che definirei esperienze enogastronomiche. Insomma se vado a cena fuori deve essere in quei ristoranti, da quegli chef. E sono pochi.

Capita però, che per stare con gli amici e per convivialità, vada al ristorante per comodità, e quindi si entra in uno qualsiasi, conosciuto o non, in città, più per fame che per gusto.

Venerdì sera, Napoli, reduci dall'inaugurazione di un piccolo design shop di amici, decidiamo in 13 (orrore!!!) di andare tutti a cena. Dove andare? Senza prenotazione il venerdì sera è come gettarsi nella plaza de toros vestiti di rosso. Invece, invece...

Dopo un paio di tentativi in posti "sicuri" ma pieni tentiamo in un ristorante che propone specialità di carne toscane. In cuor mio pensavo "mi toccherà un'altra di quelle serate in cui devo tacere per non disturbare i miei commensali, sottostare alle angherie del ristoratore, bere male, mangiare peggio e, alla fine, pagare un conto spropositato".

Nulla di tutto ciò. Nonostante la folla nel locale, ci hanno accolti con garbo, ci hanno fatto accomodare, per motivi scaramantici, ma anche per comodità, quattro di noi si sono seduti ad un tavolo vicino.

Il menù era accattivante, chiaro e non nascondeva sorprese, la lista dei vini buona, ma purtroppo non erano tutti disponibili, il servizio veloce e allegro.

Tra filetti, fiorentine, costate e tagliate abbiamo fatto le nostre scelte. Ebbene, ho assaggiato tutte le carni, e tutte erano morbide saporite e ben cotte.
Questa cosa ha cambiato il corso della mia serata, non c'è niente che mi fa incavolare di più che mangiar male ed essere serviti peggio. Quindi l'essere sconfessato nella mia previsione mi ha messo di ottimo umore.

Una cosa va menzionata, le patatine fritte. Sottili sfogline di patate novelle, quindi non pelate, cotte alla perfezione.

Insalata di indivia, arance e pinoli e per dessert una spuma di ricotta al caramello o al cioccolato assolutamente perfetta nella sua semplicità sulla quale ho bevuto un single malt dell' Isola di Skye (?).

Il tutto per una somma assolutamente accettabile, equa rispetto a tutto.
Stanotte ho dormito bene ed in pace col popolo dei ristoratori.
Insomma non mi è capitato un "fazzolettaro",

una volta tanto.






martedì 20 maggio 2008

Piazza mercato o IKEA?

Tralasciando le condizioni oramai boccheggianti e drammatiche della città, devo dire, per una volta, una cosa a suo favore.

Se vi serve qualcosa, qualunque cosa, anche ciò che ritenete impossibile trovare, non girate la città in cerca del negozio giusto.

Andate direttamente a Piazza Mercato, e nelle strade limitrofe.

C'è TUTTO, ma dico proprio tutto. Quando siete disperati, o semplicemente avete rinunciato a cercare, lì risorgete.

Andateci anche se non vi serve niente, vi verrà voglia di comprare qualcosa.

Altro che IKEA!

Manovre in regata, ma non sempre...



Questo post è dedicato a chi fa regate ma non solo, è un po' tecnico ma credo che risulterà chiaro, almeno nelle sensazioni, a tutti.


GYBE SET?!?!

(C’è peluria di prodieri)

Uno dei problemi che assillano gli equipaggi di dilettanti e semi professionisti -i professionisti, quelli seri, problemi non ne hanno- è la ricerca e la presenza costante a bordo di quel membro dell’equipaggio dotato di atleticità, sveltezza, agilità e senso pratico meglio conosciuto col nome di Prodiere.
Il limite di tale affannosa ricerca è che il prodiere deve essere dotato anche di un altro paio di qualità che paiono sfuggire ai più che si propongono per tale ruolo.
Le qualità in questione sono due: devono avere una pazienza sovrumana per sopportare il pozzetto, e devono essere muti.
L’esperienza mi insegna che per qualunque cosa accada a bordo, indipendentemente da chi ci abbia messo le mani, la colpa è del prodiere: il genoa non passa in virata? Lo spi non è su? Gli stopper delle drizze ‘ inspiegabilmente ’ si aprono e lasciano precipitare le vele in coperta? Il tattico sbaglia un bordo? Il timoniere ha i calli? La lavatrice della portinaia sta allagando il pianerottolo? Il prodiere ne è direttamente responsabile!
C’è però da dire una cosa, se il prodiere pensa che quegli stronzi del pozzetto si divertano a metterlo in difficoltà, ebbene, ha ragione: come si spiegherebbe che cose che sembrano stiano filando assolutamente lisce,
improvvisamente si complicano?

Vi tornano alla mente frasi tipo “fate scorrere il circuito sottovento!”, “ammaina, ammaina, perchè ‘sto cazzo di genoa non scende, no no no, non così veloce”, “alto su, alto su, alto su, alto su,” “recupera”...
Premesso che in molti casi la colpa delle cose che vanno male si potrebbe dividere equamente tra pozzetto e prua, c’è una manovra che se non viene preparata a dovere dal prodiere, e soprattutto, non viene ben compresa, risulta, se sbagliata un vero inestricabile groviglio: il Gybe set.
Appena lo skipper chiama questa manovra, gli equipaggi meno preparati si gelano, alcuni a bordo fanno finta di niente, altri si limano le unghie, altri ancora hanno dimenticato il gas aperto a casa, qualcuno fa il vago...giaibb che?
Altri equipaggi invece, con grande calma e sicurezza si preparano alla manovra...almeno così potrebbe sembrare.
Lasciate che vi racconti come andò ad una prova del Campionato Italiano I.M.S. qualche anno fa.
L’equipaggio era misto, intendo dire una parte autoctona ed una parte ospite, io ero tra gli ospiti. Il prodiere detto ‘er felino’ manifestava una certa sicurezza, grande calma, ed una lentezza esasperante, nonostante ciò, tutto sembrava filar liscio, sembrava..!
Eravamo quintultimi alla boa di bolina, dovevamo inventarci qualcosa per recuperare, il tattico, dopo breve consultazione col timoniere ordina “OK, GYBE SET”. Io che ero lì alle scotte chiedo ai restanti membri dell’equipaggio se sapessero cosa fosse e se tutto fosse in chiaro...”ma scherzi, l’abbiamo fatto mille volte”, “ma che domande vai a fare?”, “e che problema c’è?”, ed io, “ragazzi guardate che se qualcuno ha dubbi lo dica ora che c’è tempo,
fra due lunghezze sarà troppo tardi!”.

Tutti gli uomini dell’equipaggio si guardarono come se stessero per sbarcare in Normandia, il clima a bordo era teso....e allora fu tutto un “Ok. Prodiere ok? Albero ok? Alle scotte ok?, Io mi guardavo attorno e tutti sembravano realmente convinti che tutto fosse ok, anche grazie al fatto che c’erano una certa quantità di pollici in alto ad affermare ‘tutto bene’ ed altrettanti pollici ed indici uniti in cerchio ad affermare ‘tutto ok’
Suggestionato da tutta questa sicurezza collettiva mi convinsi anch’io che la manovra si poteva fare.
Il tattico chiamò le lunghezze dalla boa: “due lunghezze, una lunghezza, ok, stramba di genoa e .................................................Uhm, .....................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................poi, più nulla: il tangone non salì, tantomeno lo spi, la strambata venne completata, ma col due (uomo all’albero) saldamente legato nelle scotte, il tre smadonnava, il timoniere...pure, il randista si asciugava i capelli, io avevo appoggiato le palle sul winch e me le martellavo con la maniglia ...ed il prodiere?, già, il prodiere.
Quello che si riusciva ad intravedere nella fitta ragnatela di alto-basso-drizze-gagliardetti-guidoni-cerate-tangoni-cinture di sicurezza-capelli e cappelli, erano arti, buttati così alla rinfusa...temetti per le sorti di quell’uomo!
Quando la situazione si tranquillizzò finalmente scorgemmo ‘er felino’, crocifisso a testa in giù al tangone, e ci volle tutto il lato di poppa per liberarlo, e vi assicuro, senza il flex fu veramente difficile.
Naturalmente la nostra posizione in regata peggiorò, ma il morale dei nostri avversari migliorò notevolmente, grazie alla nostra splendida performance.
Tutti, credo, dicemmo dentro di noi “lo sapevo”.
A questo punto, un piccolo consiglio: se non siete più che sicuri, convinti, oltre ogni ragionevole dubbio che tutto filerà liscio...NON FATE IL GYBE SET!

giovedì 15 maggio 2008

PABLO

Non nascondo la mia passione, il mio rispetto e la mia ammirazione per Picasso.
E' una cosa sulla quale non discuto, Pablo Picasso è il genio allo stato puro, è l'Arte, punto e basta.
Ma se una sua frase viene utilizzata per pubblicizzare il congresso dei maghi a Saint-Vincent la cosa mi disturba un po'.
"Tutti gli artisti sono imbroglioni, ma ci aiutano a riconoscere la realtà" diceva Picasso, e sentire questa frase pronunciata da Tony Binarelli, con tutto il rispetto per l'artista prestigiatore, mi fa accapponare la pelle, la magia è riuscita, il mago parla ed io orripilo.
Ora, giusto per operare le distinzioni del caso ecco un piccolo esempio:

Uno che parte da qui:

ed arriva qui:
è un genio.

Uno che invece parte da quì:



ed arriva qui:

è solo un fenomeno da circo.
Con tutta la dignità ed il rispetto tributato alla gente dello spettacolo che si occupa di magia, ma Pablo, per favore, lasciatelo stare.


mercoledì 14 maggio 2008

L'importanza delle mani.

"Mano d'autore"


Lo so è banale, è chiaro che le mani sono importanti per tutti, ma chi le usa molto, e per scopi diversi, ha la sensazione che le mani esistono.
E' difficile spiegare, ma ci provo.
Diamo per scontato di averle e che funzionino, ma se con le stesse mani ci dipingete, ci scolpite, ci cazzate scotte, ci impugnate il mouse, ci pulite le attrezzature per dipingere, ci cucinate, allora le vostre mani cominciano ad avere un aspetto vissuto. Inutili le creme, inutili le cure che gli dedicherete. No c'è niente da fare, se avete usato solventi o pulito crostacei o, semplicemente, ci avete lavorato, quando andrete a tagliare anche un semplice pomodoro, il succo acido vi brucerà lì, dove le unghie si innestano sulle dita. Ed è in quel momento che avrete la consapevolezza delle mani.
Per non parlare di quando le mettete a confronto con quelli che le mani non le usano come voi... scatta un'invidia per quelle mani curate, ma alla fine prevale la fierezza di possedere delle mani vissute che possono fare tutto.
Lo so lo so, è un post strano, ma in questo periodo di super attività, tra lavoro, regate, cucina... mi sono venute in mente le mani.

Aggiungo che ho un carissimo amico che ha l'abitudine di passare sulle proprie mani della carta vetrata a grana fine. Se qualcuno ha problemi di ruvidezza, che la provi, è ottima.

Concludo, terminare una giornata con le mani che fanno sentire la loro presenza è una soddisfazione.

P.S. Post strettamente personale, considerazioni dettate dall'esperienza, se facessi il muratore o lo spaccapietre,
leggendolo, mi offenderei.

martedì 13 maggio 2008

Paul Middlewick


Il nome qui sopra forse non vi dice nulla, ma appartiene ad una mente creativa.

I simboli nascosti nelle opere d'arte sono oggetto di studio, molti sono i capolavori che celano messaggi simbolici più o meno espliciti, ma qui siamo nel divertimento puro, ma anche nel mondo della comunicazione subliminale.

Non intendo dire che
Paul Middlewick sia un genio, ma una mente versatile si, direi proprio di si

lunedì 12 maggio 2008

Capri. Le regate


Per il momento solo una parola: PRIMI.
Devo dire che regatare a Capri è sempre un privilegio, almeno paesaggistico, se poi il vento ti assiste, allora diventa un'esperienza unica.

Resta il rammarico di ritrovare l'Isola delle Sirene ogni anno più inospitale, o meglio, sempre meno splendente e raffinata. E' una sorta di paradosso, viene presentata al mondo come un'isola esclusiva, costosa, stravagante. E invece te la ritrovi chiassosa, popolata da personaggi che passeggiano vestiti, o meglio, travestiti in giacca e cravatta, ma con gli immancabili infradito firmati ai piedi, che orrore!
Dunque, una sorta di passerella per "uommn' chic e femmine pittate".
Per non parlare dell'inospitalità delle maggior parte della gente del luogo.
Ci sono le eccezioni, naturalmente. Ma provate ad ormeggiare, da totale sconosciuti, nel porto turistico, verrete "accolti" da insulti e modi inurbani, non consoni al sedicente applomb dell'isola.

E per il momento vi lascio con una piccola riflessione:
Vi sembra normale che in un porto dove si pagano 12/15 euro a metro per ormeggiare si debba lasciare una mancia alla signora dei bagni pubblici, che vi accoglie con un inevitabile "siete arrivati, ma perchè non ve ne andate?"?

In compenso, l'Isola è meravigliosa, ma questo è risaputo, e nessun comportamento potrà mai levarglielo.



venerdì 9 maggio 2008

Settimana dura...


...per fortuna tra un po' staremo regatando alla volta dell'Isola.

lunedì 5 maggio 2008

Gaeta. Le regate


Sono tornato anche da Gaeta, abbiamo regatato per il Trofeo di Punta Stendardo.
Per il momento nessun resoconto, come sempre riordino le idee.
Un paio di cose però le anticipo.
il vento fresco, 12/14 nodi con raffiche fino a 18/20, ha fatto si che le regate siano state impegnative, entusiasmanti e molto, molto appaganti.
Il campo di regata era meraviglioso, il sole ci ha accompagnati per tutti e tre i giorni, e come per incanto, al termine delle regate, il cielo si è coperto di nuvole, quasi a dire "ok, vi siete divertiti, ora basta, tornate a casa".
un altro accenno lo devo fare sull'atmosfera. Direi, un non campionato, almeno a terra. In mare, come ho detto, tutto perfetto, ma a terra si è respirata aria di austerity, poca partecipazione organizzativa e poca coesione tra gli equipaggi. Insomma, è sembrato più lavoro che sport. Si tornava dalle regate, una piroetta al circolo per le classifiche, una birra e via in albergo e poi a cena.
Nessun piazzamento di rilievo per via dei raggruppamenti e dei compensi, ma regate perfette, quindi siamo tutti soddisfatti e compiaciuti, anche se, anche se...

Nota Positiva: il trancio di ricciola grigliato con erbe aromatiche della Cantinella Caetana, un po' meno la costata di tonno brasata, buona ma non eccezionale. Consiglio caldamente comunque.

Come sempre un saluto e un ringraziamento agli amici coi quali ho condiviso questi giorni di Vento, Mare e Sole.