sabato 24 maggio 2008

Una volta tanto





Premesso che, per gli amici e i ristoratori, passo per un rompiscatole (uso un eufemismo), ieri, una volta tanto, al ristorante è andata bene.

Ancora una precisazione e poi vi dico. Non vado volentieri a mangiare fuori, mi concedo qualche lusso, poche volte all'anno, per quelle che definirei esperienze enogastronomiche. Insomma se vado a cena fuori deve essere in quei ristoranti, da quegli chef. E sono pochi.

Capita però, che per stare con gli amici e per convivialità, vada al ristorante per comodità, e quindi si entra in uno qualsiasi, conosciuto o non, in città, più per fame che per gusto.

Venerdì sera, Napoli, reduci dall'inaugurazione di un piccolo design shop di amici, decidiamo in 13 (orrore!!!) di andare tutti a cena. Dove andare? Senza prenotazione il venerdì sera è come gettarsi nella plaza de toros vestiti di rosso. Invece, invece...

Dopo un paio di tentativi in posti "sicuri" ma pieni tentiamo in un ristorante che propone specialità di carne toscane. In cuor mio pensavo "mi toccherà un'altra di quelle serate in cui devo tacere per non disturbare i miei commensali, sottostare alle angherie del ristoratore, bere male, mangiare peggio e, alla fine, pagare un conto spropositato".

Nulla di tutto ciò. Nonostante la folla nel locale, ci hanno accolti con garbo, ci hanno fatto accomodare, per motivi scaramantici, ma anche per comodità, quattro di noi si sono seduti ad un tavolo vicino.

Il menù era accattivante, chiaro e non nascondeva sorprese, la lista dei vini buona, ma purtroppo non erano tutti disponibili, il servizio veloce e allegro.

Tra filetti, fiorentine, costate e tagliate abbiamo fatto le nostre scelte. Ebbene, ho assaggiato tutte le carni, e tutte erano morbide saporite e ben cotte.
Questa cosa ha cambiato il corso della mia serata, non c'è niente che mi fa incavolare di più che mangiar male ed essere serviti peggio. Quindi l'essere sconfessato nella mia previsione mi ha messo di ottimo umore.

Una cosa va menzionata, le patatine fritte. Sottili sfogline di patate novelle, quindi non pelate, cotte alla perfezione.

Insalata di indivia, arance e pinoli e per dessert una spuma di ricotta al caramello o al cioccolato assolutamente perfetta nella sua semplicità sulla quale ho bevuto un single malt dell' Isola di Skye (?).

Il tutto per una somma assolutamente accettabile, equa rispetto a tutto.
Stanotte ho dormito bene ed in pace col popolo dei ristoratori.
Insomma non mi è capitato un "fazzolettaro",

una volta tanto.






2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi ripeto sei uno snob,ma questo credo sia noto a te e a chi ti frequenta;però io sono proprio come te,uso proprio le tue espressioni*ma sono di estrazione popolare,molto popolare.All'inizio la cosa mi preoccupava,ora credo che preoccuperà te.Ciao. *esperienza gastronomica

carlo olivari ha detto...

fortunatamente ho altro di cui preoccuparmi. Non certo delle origini dei frequentatori anonimi e occasionali del blog.