lunedì 23 novembre 2009

CONCRETO di Carlo Olivari. Fino al 15 dicembre.

Adenland - omaggio a Anselm


Il vernissage è andato, mi spiace per chi non c'era. Potrete vedere le mie creazioni fino al 15 dicembre, se vi va.

E' stato un successo, e qui i ringraziamenti pubblici.

Primo fra tutti a Francesca Maione che è la perfetta "padrona di casa" e si è adoperata per rendere il suo studio una galleria di tutto rispetto.

Poi, a seguire, i nomi di coloro che hanno partecipato "concretamente" all'organizzazione:

Massimo C. per aver trasportato le opere con affetto e spirito critico costruttivo.

Gianpiero E. per aver fotografato la serata con profonda amicizia.

Antonio N. per aver fotografato le opere e per fotografarle in futuro...

Massimiliano M. per il disinteressato incoraggiamento, faremo grandi cose insieme, sicuro!

Massimo, Alessandro e Francesco Z. che mi hanno supportato per tutto il lavoro di tipografia.

Eccovi alcune immagini dell'evento












martedì 17 novembre 2009

CONCRETO di Carlo Olivari


Dal Corriere del Mezzogiorno di martedì 17 novembre 2009

lunedì 16 novembre 2009

Il mio regno per un cavatappi!

Era da un po' che non scrivevo nulla circa la vela e le regate.

Non succedeva niente degno di essere raccontato, poi, ieri, in occasione della seconda regata del 39esimo Campionato Invernale del Golfo di Napoli si è verificato l'accadimento che mi permette di aggiungere un altro racconto a Sono Stato Prodiere di Straulino.


Dunque, giornata meravigliosa, soleggiata, leggera brezza a 6/7 nodi, mare piatto, clima a bordo amichevole e competitivo.


Mentre ci avviciniamo al campo di regata controllando le attrezzature e gli strumenti (e qui dovremmo aprire una parentesi a parte sul tattico e i biiip biiip) il log smette di funzionare. Ai profani spiego che il log è uno strumento che misura la velocità della barca e consiste in un'elichetta posta sotto la carena attraverso un foro opportunamente stagno che però sbuca sul fondo della cabina di prua. In poche parole, se si smonta l'elichetta e non si ha un tappo a portata di mano, l'acqua di mare entra con una certa veemenza in cabina.


Dicevo, il log smette di funzionare. Cosa fare? Semplice, si manda un uomo sottocoperta a smontare l'elichetta e a controllarne il funzionamento.


Il personaggio scende, si procura il tappo che, non esistendo l'originale è stato sostituito da un più prosaico oggetto troncoconico in legno, e comincia l'operazione.


Svita il passascafo e immediatamente vede entrare più acqua del previsto, inserisce il tappo ma è troppo piccolo, col risultato che l'acqua continua ad entrare ed il tappo in questione non è più sfilabile a mano per essere sostituito con uno più consono.


L'uomo si affanna, prova con le unghie, ma sono troppo corte, allora estrae il Leatherman e si accorge dell'inutilità assoluta di uno strumento da calzolaio che viene ostinatamente usato dai velisti.


Sente dall'esterno richieste circa lo stato del log, ma lui è preso a tappare la falla, è troppo impegnato a non mettere in pericolo barca ed equipaggio, è in quel momento, che dall'interno della cabina di prua giunge la richiesta di aiuto.


In pozzetto, quella richiesta d'aiuto si manifesta in un unico straziante urlo" UN CAVATAPPI, PRESTO PORTATEMI UN CAVATAPPI !!!!!!!!!!!"


L'equipaggio si affanna a cercare un così strano strumento mentre manda qualcuno ad aiutare il poveretto a testa in giù, nella cabina di prua. Questi, accorgendosi che non era la persona più idonea (non me ne voglia), grida ancora "UN CAVATAPPI, O DUE COLTELLI E SOPRATTUTTO UN UOMOOOOOO!"


Insomma, momenti di drammatico pericolo, finalmente scende in aiuto qualcuno che si accorge che c'era stato un errore, i due pongono rimedio, sistemano il log e, finalmente, l'uomo esce dalla cabina e riguadagna la sua posizione in pozzetto.


Quell'uomo ero io.


Ora immaginate di essere a bordo e non sapete niente di quello che sta succedendo. Siete solo a conoscenza che c'è qualcuno che è andato a sistemare l'elichetta del log. A un certo punto sentite urlare richieste di cavatappi, di coltelli e... soprattutto di un uomo.


Traetene voi le conseguenze.


So che porterò addosso questa storia per molto tempo.

giovedì 5 novembre 2009

meno di una settimana

dalle diciannove alle ventuno o,
se preferite dalle 19,00 alle 21,00


E' iniziato il conto alla rovescia.

Manca meno di una settimana alla mia mostra.

Siete invitati a partecipare numerosi. Anche di più.

Inutile dirvi che tra cemento, smalti, finiture e quant'altro, qui allo studio è CAOS totale.

Ma si sa, il processo creativo non è mai tranquillo.
Ho quasi terminato, ma c'è sempre qualche ritocco da fare.

Vi aspetto

Carlo

Fortuna che Francesca Maione, che mi ospita, è disponibile e paziente.







lunedì 26 ottobre 2009

Pietà

Gli animali, come i bambini, non hanno colpe.

Andate qui, e vi renderete conto della fantasia dei creativi...

Che banalità, che populismo e che tristezza, per fortuna amo talmente gli animali, altrimenti mi starebbero sulle scatole pure i cani.

Andate invece qui e riflettete.
Immaginate che qualcuno abbia costruito una città attaccata alla vostra casetta, immaginate che vi venga fame perchè eravate abituati a nutrirvi dei frutti del vostro grandissimo giardino che ha dovuto cedere il posto alla città, immaginate che stiate sulle scatole a tutti e che vi vedano come un tipo pericoloso, immaginate che ve lo facciano capire a colpi di machete e che vi trancino una mano... immaginate che tutto ciò porti inevitabilmente alla morte, intesa come fine di tutto.

Va bene, va bene.

Va bene.

Lezione di eleganza


Leggiate con ironia questo post, la stessa ironia con la quale è stato scritto.

E chi se lo aspettava che una lezione d'eleganza ci venisse impartita da un "montanaro".

Spesso, quando ci si riferisce a qualcuno privo di cultura, o dai modi rozzi si dice di costui "è un montanaro".

Ora, fermo restando che io non mi sognerei mai di dire una cosa del genere, la locuzione è, nel linguaggio comune, frequentemente usata.

Devo anche aggiungere che ho sempre nutrito profondo rispetto per la gente di montagna come per quella di mare, ma anche per quella di campagna, di deserto, di pianura ecc ecc.

Insomma rispetto la gente che si identifica con una connotazione territoriale ben precisa, rispetto il legame che questa gente ha con il proprio habitat.

Non mi dilungo, fatto sta che sabato, mentre distrattamente scorrevo i canali della tv, vedo l'anacronistica capigliatura di Reinold Messner, mi soffermo ad ascoltare quello che dice.

E una frase mi ha colpito, una frase che si adatta magnificamente a molte circostanze e della quale provo a fare tesoro.

Reinold, rispondendo alla domanda sul perchè sia salito senza ossigeno sugli Ottomila dice "... nessuno ti obbliga a scalare una montagna, se devi fare una cosa inutile, almeno falla con eleganza...".

Traetene voi, se vi va, le conclusioni.



mercoledì 14 ottobre 2009

Disegnatori e attualità

Stamattina ho trovato questa cosetta qui, e la trovo molto divertente, se poi scorrendo le pagine del Corriere on line vi imbattete in quest'altra cosa, allora, tutto diventa più attuale.

venerdì 2 ottobre 2009

Quiz



COSA VI FA VENIRE IN MENTE QUEST'IMMAGINE?

EPPURE E' FACILE
E' UN'AUTO COSI' DI MODA...

Fabio Picchi

Uno che la cucina sa esattamente cosa sia.

In questo documento che pubblico, trovato sul suo sito, c'è gran parte del mio pensiero sulla cucina. E' una lettera che può riferirsi a chiunque si accinga a operare nel campo della gastronomia, ma ben si adatta a chi, semplicemente, ama cucinare.

DISCORSO RIVOLTO AI GIOVANI CUOCHI DELLE SCUOLE ALBERGHIERE DI FIRENZE IN OCCASIONE DEL RICONOSCIMENTO "FIORINO D'ORO" CONSEGNATO A FABIO PICCHI DAL SINDACO DI FIRENZE LEONARDO DOMENICI IL 5 MAGGIO 2005

Pur non volendo evitare,
anzi,
ringraziando in primo luogo la città di Firenze e il suo sindaco Leonardo e tutti gli amici che mi sono vicini in questa straordinaria circostanza,
è a voi giovani colleghi che mi rivolgo nella sincera intenzione di condividere
con voi medesimi
questo riconoscimento,
“il fiorino d’oro”.

Più di altri
dovete sapere cosa sta accadendo,
se già non lo sapete.
Apri un giornale e trovi un cuoco,
accendi la televisione e ne trovi dieci,
riviste normalmente frequentate da intellettuali del pensiero dedicano volumi interi al “far cucina”
etc, etc, etc….
Eppure
le cipolle continuano a far piangere,
il fuoco caldo era e caldo rimane,
l’acqua bolle e la domanda è sempre la stessa:
sarà giusto il sale
per questa pasta,
per questa minestra?

Cos’è cambiato così lentamente?
Sono cambiati i luoghi di approdo della nostra professione?
Forse.
Sta cambiando questo mondo
o almeno
la parte di mondo che ci compete
e quel che prima passava in ambiti familiari non passa più.
Che cos’è uno scannello, che cos’è un girello, forse tutti lo sanno, ma il bellico? Il cotennotto? La scoperchiatura?
E il lucertolo, che fine ha fatto?

Beh, il problema è proprio questo,
Noi sappiamo dov’è, chi lo fa, cos’è.
Sappiamo che il lucertolo è necessario per un buon stracotto “alla fiorentina”,
necessario per delle braciole fritte,
augurabile ben frollo per degli involtini
sempre “alla fiorentina” con carciofi, scorza di limone, un non niente d’aglio, etc, etc….
Saper tutto questo,
saper di soffritti,
di pappa al pomodoro,
oggi come oggi,
ci mette nella possibilità
di muoversi su più territori
dalla nostra città, a tutto il mondo che vogliamo.

Rintracciare fornitori,
cercare produttori,
essere insistenti fino quasi all’antipatia intorno a un pane,
a una farina,
a un grano,
ci compete.
Tutto questo per che cosa?
Per abbracciare un contadino,
per abbracciare un mugnaio,
per abbracciare un panettiere,
allo scopo semplice, direbbe Italo Calvino,
di emozionarsi, di emozionare.
Sedetevi intorno a un tavolo,
in un pomeriggio affamato
insieme a un amico,
insieme a una fidanzata,
insieme a un figlio,
insieme a una moglie amata,
e fate merenda con quel pane.
Capirete perfettamente quel che fate tutti i giorni quando entrate dentro le vostre cucine.
Siete produttori di emozioni,
siete come autori di cinema,
e quindi mi raccomando, andate al cinema.
Siete come poeti e romanzieri
e quindi cercate il vostro poeta e il vostro romanzo.
A differenza di costoro vedrete leggere i vostri cibi,
sarete nella sala di proiezione dei vostri profumati film.
Vedrete persone felici rompere il vostro pane,
ripulire il sugo del vostro stracotto
e avrete la certezza quotidiana di vivere in un territorio che vi darà molto
per i suoi olivi,
per i suoi vini,
per i suoi cibi,
ormai
si può dire tranquillamente,
per i suoi parcheggi, e i suoi mille teatri,
per il suo mare,
per questa campagna che ti entra fino sotto casa,
per i suoi abitanti, così abituati,
quasi viziati dalla fortuna,
dalla nostra fortuna di vivere dove viviamo.
Abbiate questa certezza.
Di essere dei fortunati,
che nella sempreterna complessità del vivere insieme
Voi tenete il mestolo dalla parte del manico.
Saper soffriggere,
saper far pomarole,
è come muovere una leva che lentamente ma costantemente ci porterà verso un mondo migliore.

Buona cucina a tutti voi,

Grazie

Forse una buona notizia

Se accadrà quello che si prospetta in quest'articolo forse staremo un po' più tranquilli